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Attualità

Pichetto ad Algeri rilancia l’idrogeno verde

Il ministro alla Sicurezza energetica rafforza l'intesa euromediterranea e rilancia sul corridoio Alteh2a

di Martino Tursi -


Un (ministro) italiano in Algeri in nome dell’idrogeno, il capo del Mase Pichetto va in Nord Africa a rafforzare le alleanze energetiche tra una sponda e l’altra del Mediterraneo. Il focus dell’incontro di ieri è stato sull’idrogeno. Che rappresenta un’opportunità, davvero importante, per raggiungere “gli obiettivi di decarbonizzazione, in coerenza con gli impegni assunti nel piano nazionale integrato energia e clima al 2030 e nel net zero al 2050”. E, soprattutto, per confermare l’Italia al centro del “ponte” energetico (ed economico) che unisce l’Europa all’Africa.

Pichetto, l’idrogeno e il ruolo del Mediterraneo

“L’Italia – ha affermato il ministro ad Algeri – è uno dei Paesi che sarà maggiormente interessato dal transito delle infrastrutture del corridoio (meridionale dell’idrogeno ndr), attraverso condotte in maggior parte da riconvertire e nuove, e sono lieto che siano già stati iniziati degli studi di fattibilità, grazie all’erogazione di fondi europei”. E ha detto di guardare “con interesse” ai “primi risultati del progetto Alteh2a per conoscere le potenzialità di produzione e le soluzioni per trasportare idrogeno dall’Algeria in Europa nel modo più sostenibile, realizzabile e competitivo in termini di costi e tempistiche”.

Un corridoio sud per mettere il Mediterraneo al centro

Insomma, il governo non cede di un millimetro rispetto all’obiettivo, strategico, di fare dell’Italia la “sponda” europea del dialogo (non solo energetico ma commerciale ed economico) che verrà tra la Vecchia Europa e il continente africano. Ed è anche per questo, proprio per rafforzare una cooperazione già importante e portarla al livello successivo, che è stata sottoscritta ieri la seconda dichiarazione a sostegno proprio del progetto Alteh2a. “È un passo molto importante per riaffermare il nostro supporto istituzionale e auspico che questo impegno possa spingere tutti gli attori in gioco ad avanzare insieme per spingere questo ambizioso progetto e coglierne appieno le diffuse opportunità di sviluppo congiunto”.

Cos’è il progetto Alteh2a

L’ambizione dietro il progetto Alteh2a è davvero grande. Si tratta di mettere su un collegamento tra Nordafrica ed Europa. Detta meglio: un grande corridoio, che verterà attorno al SoutH2, lungo ben 3.300 chilometri. Per intenderci, la stessa distanza che c’è in linea d’aria tra Roma e l’Islanda. Dovrà, però mettere in comunicazione il Maghreb con l’Europa. Partirà dal Nordafrica, approderà in Italia e poi si snoderà ancora toccando prima l’Austria e infine la Germania. Al lavoro, sull’idea che può contribuire ad annodare i collegamenti tra l’Europa e l’Africa attraverso il Mediterraneo, ci sono aziende dei Paesi interessati all’iniziativa. Dalle algerine Sonatrach e Sonelgaz, fino alla Verbund austriaca e alla Vng tedesca. Per l’Italia, in campo, ci sono Snam e la società SeaCorridor, joint venture tra la stessa Snam (al 49,9%) ed Eni (al 50,1% del capitale sociale).


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