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Kiev, notti nel metrò per sfuggire ai raid: “Tutta la città ha paura”

Le voci di chi cerca rifugio dopo l’allarme su possibili raid russi

di Askanews -


Kiev, 7 ott. (askanews) – Coperte, materassini, borse e computer. A Kiev decine di famiglie sono scese nelle stazioni della metropolitana per passare la notte al riparo, dopo l’allarme del presidente Volodymyr Zelensky su una possibile nuova ondata di missili russi contro la capitale.

Nelle ultime settimane la Russia ha intensificato gli attacchi contro Kiev e altre città ucraine. Per chi vive nei quartieri più colpiti, il metrò è tornato a essere uno dei rifugi principali. Per molte famiglie, però, lasciare Kiev non è un’opzione semplice.

“Tutta Kiev vive nella paura – dice Iryna Rybalchenko – oggi al lavoro, nelle nostre chat, i responsabili continuavano a scriverci di fare attenzione. Poi il presidente ha scritto di nuovo che sarebbe potuto succedere qualcosa di terribile. Così abbiamo preso le nostre cose e siamo venuti qui, abitiamo poco lontano. Cerchiamo di scendere nel metrò il più spesso possibile. A Pechersk, dove vivo, alle otto di sera sono caduti dei frammenti, quindi adesso fa paura”.

“C’era un allarme per missili balistici e il nostro quartiere era tra quelli indicati – racconta Daria Medvedeva – Viene colpito a ogni bombardamento. Abbiamo già vissuto una situazione simile e i bambini erano rimasti terrorizzati. Da allora, quando ci sono bombardamenti pesanti, cerchiamo di rifugiarci nel metrò”.

“Ho piuttosto l’impressione che sia una tattica psicologica per sfinire le persone. Perché, probabilmente, se avessero voluto distruggere le infrastrutture di Kiev, dopo cinque anni sarebbero già state distrutte. Penso quindi che in questo momento, purtroppo, stiano cercando soprattutto di esercitare una pressione psicologica sulle persone”.


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