Navi e sfide dei mercati globali, la navalmeccanica italiana si fa valere
Tra giganti asiatici, tensioni geopolitiche globali e la corsa urgente alla decarbonizzazione, la navalmeccanica internazionale vive una fase di profonda mutazione. A scattare la fotografia sullo stato dell’arte e sulle prospettive future è un nuovo brief strategico. Lo diffonde Cdp, che analizza luci e ombre di un comparto chiave per l’economia e la sicurezza del Paese.
Navalmeccanica: a che punto siamo?
La mappa globale della produzione navale resta nettamente polarizzata. Da un lato domina l’Asia, forte di una capacità di scala imbattibile nelle costruzioni standardizzate. La Cina accelera sul fronte dell’upgrading tecnologico per insidiare i segmenti più complessi.
Dall’altro lato l’Europa, e con essa l’Italia, continua a difendere il proprio comparto. Un fortino fondato sulle produzioni ad altissimo valore aggiunto. Il Made in Italy conferma così la sua leadership assoluta nella crocieristica e nei mezzi altamente specializzati. E può contare su una rete integrata che unisce grandi campioni industriali e un fitto tessuto di piccole e medie imprese.
Uno scenario spietato
Tuttavia, lo scenario competitivo si fa via via più spietato. A mettere sotto pressione la filiera tricolore concorre innanzitutto il rinnovato attivismo protezionistico degli Stati Uniti. Gli usa puntano a rilanciare la cantieristica domestica.
Centrale, anche un cronico collo di bottiglia interno. Persiste la carenza di competenze tecniche e specialistiche qualificate. Un’emergenza che rischia di frenare la capacità produttiva dei cantieri.
Il rilancio
Non mancano però le grandi opportunità di rilancio. A trainare la crescita, il boom della domanda nei settori della difesa e delle tecnologie underwater. Uno sviluppo sostenuto dai nuovi stanziamenti europei per la sicurezza e dalla spinta della transizione ecologica.
La conversione delle flotte verso combustibili alternativi, unita all’avanzata dell’automazione e della digitalizzazione nei processi produttivi, apre spazi inediti per il futuro della cantieristica nazionale.
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