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Cronaca

A.A.A. generazioni in cerca di un tetto

Spagna e Italia affrontano le medesime problematiche in tema di abitabilità. Gli strumenti che mettono a disposizione, però, sono ben diversi.

di Giulia Panasia -


Due donne, due importanti città europee, due destini e una stessa domanda in comune: chi può permettersi di abitare in una città in cui si è duramente costruito o si vorrebbe costruire la propria vita e il proprio futuro?

Maricarmen Abascal di Madrid, una donna invalida di 87 anni, è stata sfrattata dalla propria casa dove ha abitato in affitto per ben 70 anni, ha lanciato un ultimo grido prima di spegnersi: <<Coraggio, lottate!  Difendente ciò che è vostro>>. Riaccendendo i riflettori su un tema già ben noto in Spagna, quello dell’accessibilità abitativa.

Ilaria Lamera, una studentessa pendolare trasferita a Milano, nel 2023 si è accampata per una settimana dinanzi al Politecnico per denunciare il crescente caro affitti e dare risonanza mediatica.

Due generazioni a confronto con la stessa paura, per una, perdere il focolare della propria esistenza, per l’altra non riuscire a trovare dove accenderne uno.

Due realtà a confronto

Non è esclusivamente un problema legato al vertiginoso aumento dei canoni, a fronte di stipendi che non si sono adeguati al costo della vita. Ma sono le conseguenze a pesare di più: l’accesso alle cure e la sicurezza compromessi come per Maricarmen, l’autonomia negata come Ilaria, la mancata libertà di poter scegliere dove studiare o lavorare.

Italia e Spagna affrontano la medesima sfida con strumenti diversi, ma un ‘identica difficoltà: offrire a queste due generazioni alloggi accessibili’.

L’Italia, oltre a rispondere all’esigenza degli alloggi universitari, punta sull’edilizia convenzionata del Piano Casa 2026 che prevede l’offerta di case private con prezzi o canoni vincolati da un accordo con il Comune per le fasce che non rientrano nell’edilizia popolare ma, allo stesso tempo, che non riescono a sostenere i prezzi di mercato. Nonostante tali sforzi però il Belpaese deve fare i conti con un patrimonio pubblico di case popolari, in gran parte datate e da ristrutturare.

La Spagna con il piano statale 2026-2030 da 7 miliardi di euro si impegna ad aumentare l’offerta di casa a prezzi accessibili, con la garanzia che le case sovvenzionate non possano essere riclassificate dopo pochi anni, come precedentemente avvenuto.

Ma gli stanziamenti non bastano: contano le tempistiche, le condizioni economiche a cui vengono offerti gli alloggi e la certezza che raggiungano davvero chi ne ha diritto.

Prendendo atto di un’altra emergenza sociale delle grandi città, la solitudine, c’è una strada, già tracciata, anche se poco conosciuta che potrebbe essere percorribile per affrontare e risolvere entrambi i problemi.

I progetti messi in campo

 A Milano, il progetto <<Prendi in casa uno studente>> dal 2004, fa da ponte tra giovani in cerca di alloggio e persone o famiglie con una stanza libera. La Regione Lombardia ha inoltre finanziato, in collaborazione con la Statale, sperimentazioni di coabitazione e scambio intergenerazionale.

La Spagna, con programmi simili ovvero “Convive” a Madrid dal 1995 e “Viure i Conviure” dal 2025 a Barcellona promuove la convivenza tra anziani e studenti.

Se la soluzione per queste due generazioni esiste già, perché non renderla più nota e valorizzarla?

Sono necessari finanziamenti pubblici strutturali, organizzazioni che si occupino della selezione dei partecipanti e del monitoraggio della convivenza perché non si traduca in un’assistenza professionale gratuita, ma resti sempre un’adesione volontaria con impegni con una chiara definizione degli impegni reciproci.

La coabitazione intergenerazionale non può fare le veci dello Stato che, attraverso l’edilizia pubblica, gli studentati o i servizi sociali deve continuare a occuparsi delle fasce sociali più fragili; può però essere un valido alleato, offrendo ai giovani alloggi a costi calmierati e agli anziani compagnia e aiuto nella quotidianità. Il valore sta nella contaminazione tra le due generazioni fatta di scambio reciproco di conoscenza ed esperienza e non nel mero interesse economico.

Un luogo dove le generazioni tornano a coesistere e sentirsi parte di una comunità.

È così che un’abitazione smette di essere una voce di costo e può finalmente definirsi casa.

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