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Ilaria Salis, causa ex collaboratori: annullata la condanna da 300mila euro. Il caso torna in Tribunale

I due ex collaboratori avevano contestato il licenziamento ritenendolo "senza giusta causa"

di Paolo Stefani -


La Corte d’appello di Milano, sezione lavoro, ha annullato la sentenza che aveva condannato Ilaria Salis a risarcire con 300mila euro due suoi ex collaboratori. Questi avevano contestato il licenziamento ritenendolo privo di giusta causa.

Annullata la condanna al risarcimento: la sentenza

La decisione è stata comunicata alle parti nella mattinata di oggi, 13 ottobre. Accolta la richiesta presentata dai legali dell’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, che avevano contestato la validità del procedimento per un vizio nelle notifiche degli atti giudiziari.

La vicenda giudiziaria ripartirà ora dal Tribunale, dove il caso dovrà essere nuovamente esaminato. L’annullamento, dunque, non equivale a una decisione definitiva sul merito della controversia, ma riguarda la validità della sentenza precedente.

La condanna in primo grado

La pronuncia ora annullata aveva imposto a Salis, in contumacia, il pagamento di 300mila euro a favore di Valentina Dadda e François Gelmetti, due suoi ex assistenti. Al centro della causa c’era la fine del rapporto di lavoro con i collaboratori, che avevano contestato il licenziamento sostenendo di essere stati allontanati senza una giusta causa.

L’eurodeputata non aveva partecipato al procedimento che aveva portato alla condanna. Proprio su questo aspetto si è concentrata la strategia difensiva dei suoi avvocati, secondo cui la mancata regolare notifica degli atti avrebbe impedito alla loro assistita di conoscere l’esistenza del processo e, di conseguenza, di esercitare il proprio diritto di difesa.

Salis aveva infatti dichiarato di aver appreso della causa soltanto dopo la pubblicazione della sentenza sfavorevole. Una circostanza che i legali hanno portato all’attenzione dei giudici d’appello, chiedendo di dichiarare nulla la pronuncia.

La Corte ha accolto le ragioni della difesa, facendo venir meno la condanna. La controversia tra l’europarlamentare e i due ex collaboratori, tuttavia, non si chiude qui. Il ritorno davanti al Tribunale riapre la strada a un nuovo esame della vicenda, nel quale dovranno essere affrontate le questioni rimaste in sospeso.

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