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Economia

Donne e impresa, la sfida alle ombre dei fondi Ue

Una carta in dieci punti per sostenere la parità di genere nelle aree rurali

di Elizabeth Costello -


Sull’asse Firenze – Bruxelles arriva una risposta concreta al dibattito sul futuro dello sviluppo regionale e della coesione europea. Nell’ambito della Settimana europea delle Regioni e delle Città, la Regione Toscana ha presentato a Bruxelles la “Dichiarazione Firenze-Bruxelles”. E’ una carta in dieci punti per sostenere l’imprenditoria femminile e la parità di genere nelle aree rurali.

L’iniziativa

E’ parte del progetto “La Toscana delle Donne” e punta a orientare i prossimi bandi e la programmazione finanziaria Ue 2028-2034.

I dati

Nei numeri, evidente un ruolo centrale. In Toscana le donne guidano il 32,2% delle aziende agricole (rispetto al 31,6% della media Ue) e il 42% degli agriturismi, per un totale di circa 2.400 strutture

Per incentivare il ricambio generazionale, la Regione ha introdotto forti premialità che hanno permesso di finanziare oltre il 70% delle giovani richiedenti, con contributi fino a 100.000 euro

Ciò nonostante, pesano ostacoli storici. Per esempio le difficoltà di accesso alla terra e al credito, la mancanza di servizi nelle aree interne e i carichi di cura familiare. Fattori che continuano a frenare il pieno potenziale dell’imprenditoria femminile.

L’incerto quadro Ue

Questa sfida locale si intreccia con un quadro europeo d’incertezza. Il dibattito sul prossimo bilancio pluriennale è segnato da molte insidie. Premono le minacce di forti tagli alle risorse per coesione e agricoltura e le spinte verso una gestione centralizzata dei fondi a discapito delle autonomie locali.

L’esperienza toscana punta a dimostrare invece che la competitività europea non può prescindere dalla coesione territoriale e dalla tutela del “diritto a restare”.

Senza un reale supporto alle comunità rurali e alle sue imprenditrici, l’Europa rischia di accentuare le proprie disparità. Al contrario, investire sul lavoro femminile significa trasformare i territori periferici in luoghi d’innovazione in cui scegliere di vivere e fare impresa.

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