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Politica

Calderone (Fn): “L’accordo FdI-ScN, un pasticcio senza esito”

Intervista al deputato passato nelle fila del generale Vannacci

di Angelo Vitale -

Tommaso Calderone


Un passato nella destra storica, una solida carriera professionale e la presidenza della Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità. Per Tommaso Calderone, l’adesione a Futuro Nazionale segna un passaggio nella sua traiettoria politica. E la Sicilia di cui è originario si riconferma l’attuale laboratorio elettorale del Paese, snodo strategico in cui si sperimentano intese inedite — come il discusso asse tra Fratelli d’Italia e Sud Chiama Nord — prefigurando gli assetti futuri. L’identità sta seguendo da giorni tutte queste dinamiche e lo ha sentito.

Allora, questo suo ingresso in Futuro Nazionale?

La mia adesione viene da lontano. Provengo dal Movimento Sociale, sono stato nella destra fin da quando avevo 14 anni. Ho fatto anche il consigliere provinciale di Alleanza Nazionale. Nel 2017 mi sono candidato con Forza Italia. Vi sono stato bene per tanti anni fino a quando c’era Berlusconi, poi non più. La mia, una ragione ideologica e una ragione anche di comunità.

Il lavoro della Commissione parlamentare che presiede dal 2023?

In tre anni abbiamo abbiamo audito centinaia di di interlocutori per capire quali erano i problemi strutturali delle aree insulari. E abbiamo anche presentato due importantissimi proposte di legge, anche con il favore di qualche parlamentare della minoranza, purtroppo attualmente impantanate in Commissione Bilancio. Mi dispiace che non ci sia stata la volontà politica per portarle avanti. Sono pensate come una sorta di collegato alla Finanziaria per le due isole maggiori. Grazie ad esso si prevedono entro il 31 gennaio di ogni anno risorse in sanità, infrastrutture, continuità territoriale, trasporti. Quindi, politiche sociali ed economiche. Sono ottimista, spero che ci si possa dare corso entro questa legislatura.

Rimaniamo in Sicilia. Ha definito l’asse tra Fratelli d’Italia e Sud chiama Nord come una mossa che ha prodotto un esodo nelle file del centrodestra….

Per me, è un accordo assolutamente innaturale e bizzarro. Intanto, Sud Chiama Nord è alleato con il centrodestra a Roma e in opposizione al centrodestra in Regione Siciliana. Non credo che sia una cosa normale. Seconda bizzarria: lo stesso Sud chiama Nord ha raccontato che FdI gli ha “prestato” due deputati. Tra i due c’è il commissario regionale di FdI. Un rompicapo. In Sicilia FdI sta con i suoi assessori in giunta con Schifani e alla Camera lui è deputato di Sud Chiama Nord che in Sicilia sta contro Schifani. Sotto gli occhi di tutti c’è un ScN che in Sicilia dice di liberarsi di questa maggioranza brutta e cattiva e ora a Roma sta con quella maggioranza. Chiaramente il voto d’opinione in Sicilia è andato a farsi benedire perché non ci crede più nessuno a queste strategie. Per esempio, in provincia di Messina ha tenuto un comportamento politico veramente aggressivo nei confronti di tutto il centrodestra, anche di FdI. E ora tutti i militanti di FdI, ma anche la classe dirigente, si ritrovano alleati con l’avversario politico più agguerrito ed estremo che abbiano avuto in questi anni. Insomma, un gran pasticcio che è sotto gli occhi di tutti.

Come commenta i sondaggi che indicano il centrodestra in vantaggio sul campo largo inglobando ScN e senza Fn?

Con lo 0,6-0,7%? Non credo che il suo 0,0% possa determinare le strategie. Non possono essere invertite le regole millenarie della matematica. Perché, alla meglio, l’1% di Sud chiama Nord sarà compensato negativamente dai tanti di FdI che non voteranno più questo partito dopo l’alleanza con Sud chiama Nord. Non voglio fare i conti in casa degli altri, ma credo che non sia stata una grandissima idea questa alleanza. E soprattutto non porterà a niente.

Cosa succederà?

Me lo chiedo anche io. Cosa succederà se si vota insieme alle regionali e alle politiche? Quale pasticcio ci sarà se Sud chiama Nord deciderà di andare all’opposizione del centrodestra in Sicilia? Opposizione a Palermo e alleanza a Roma? No, questa non è una politica sobria.

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