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Menopausa, 17 milioni di donne in Italia. “No allo stigma, servono politiche di tutela”

Questa fase riguarda circa un terzo della vita femminile. Esperti e istituzioni chiedono maggiore attenzione, prevenzione e inclusione.

di Redazione -


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In Italia si stima che siano circa 17 milioni le donne in menopausa. Una fase che accompagna circa un terzo della vita femminile, ma che ancora oggi è circondata da pregiudizi e stigma.

Riconoscere il climaterio (cioè il periodo di transizione fisiologica che porta dal periodo fertile alla fine della funzione riproduttiva e della produzione di ormoni ovarici) come un passaggio centrale dell’esistenza, che coinvolge salute pubblica, parità di genere nei luoghi di lavoro, benessere psicologico e politiche per la longevità, è stato l’obiettivo dell’incontro ‘Menopausa: salute, lavoro, diritti e futuro delle donne’, che si è svolto all’Università degli Studi di Milano (Unimi).

Promosso da SalusHub, l’appuntamento ha rappresentato un’occasione di confronto tra clinici, comunità accademica e cittadini sulla necessità di prestare maggiore attenzione alla menopausa e di sviluppare politiche sociosanitarie mirate alle donne over 50.

“Come università pubblica sentiamo una responsabilità particolare rispetto a questi temi, perché la Statale di Milano è da sempre in prima linea nel promuovere una cultura che valorizzi ogni fase della vita biologica e sociale delle persone- ha spiegato la Rettrice dell’Università degli Studi di Milano, Marina Marzia Brambilla- La nostra missione non si esaurisce nella produzione e nella trasmissione della conoscenza: siamo chiamati a contribuire alla costruzione di una società più equa, inclusiva e capace di valorizzare la libera espressione di ogni persona in tutte le fasi della propria esistenza”.

La menopausa, hanno sottolineato gli esperti, va riconosciuta come una tappa naturale della vita, che richiede attenzione e adeguate forme di tutela della salute.

“La menopausa non deve essere considerata un sinonimo di malattia o di declino, ma una tappa naturale della vita che merita piena tutela e salute- ha dichiarato Alessandra Kustermann, ginecologa e presidente dell’associazione SVS Donna Aiuta Donna- Il quadro endocrinologico legato a questa fase rende necessaria una maggiore attenzione alla salute cardiovascolare, alla salute delle ossa e al metabolismo”.

Allo stesso tempo, ha osservato Kustermann, oggi sono disponibili efficaci strumenti diagnostici e di prevenzione primaria. L’obiettivo è “garantire a ogni donna il diritto di attraversare questa stagione della vita in condizioni di completo benessere, sia fisico sia psicologico”.

Nel corso dell’incontro ampio spazio è stato dedicato anche ai costi sociali ed economici derivanti dalla scarsa attenzione alla menopausa negli ambienti professionali. Al centro del confronto, l’impatto sulle opportunità di carriera e sulla leadership femminile, oltre alle ripercussioni sul benessere mentale.

Un tema particolarmente rilevante nel mese dedicato alla prevenzione e alla salute psicologica, che richiama la necessità di superare il silenzio e le difficoltà che ancora accompagnano questa fase della vita delle donne.

“Per troppo tempo la menopausa è stata considerata una questione privata, da affrontare in silenzio- ha evidenziato Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano- Ma quando una fase naturale della vita diventa motivo di stigma, di difficoltà nell’accesso alle opportunità, siamo di fronte a una questione che riguarda tutta la società”.

Parlare di menopausa, ha aggiunto Bertolé, significa “affrontare questioni che riguardano non soltanto la salute, ma anche i diritti, il lavoro e le disuguaglianze. Significa riconoscere bisogni troppo spesso rimasti invisibili e assumersi, come istituzioni, la responsabilità di fornire risposte concrete.

Perché una città che vuole essere davvero inclusiva deve sapersi prendere cura delle persone in ogni fase della loro vita, senza lasciare che siano i pregiudizi o le condizioni sociali a determinare le possibilità di stare bene”. Per cambiare il modo in cui la menopausa viene percepita e raccontata, secondo gli esperti, è fondamentale anche utilizzare un linguaggio “corretto, capace di contrastare false credenze e stereotipi”.

In questa direzione si inserisce il volume ‘M come Menopausa’, recentemente pubblicato da Cairo, scritto da Annamaria Colao e Raffaella Cesaroni. “Per trasformare la percezione collettiva è indispensabile partire dalla consapevolezza culturale e dall’importanza di usare le parole giuste”, ha detto Raffaella Cesaroni, giornalista di Sky TG24 e coautrice del libro. Secondo Cesaroni, il linguaggio utilizzato “troppo spesso ha alimentato pregiudizi e narrazioni errate”, contribuendo a costruire un’immagine della donna “che non restituisce il valore di una fase della vita ricca di significati e possibilità”.

Con ‘M come Menopausa’, le autrici hanno voluto realizzare un vero e proprio dizionario, offrendo una chiave di lettura “chiara, accurata e libera da stereotipi”. L’intento è mettere a disposizione delle donne e della società gli strumenti linguistici necessari per parlare di menopausa in modo aperto e consapevole.

Il messaggio emerso dall’incontro milanese è dunque quello di superare la stigmatizzazione e riconoscere la menopausa “come una questione che riguarda l’intera collettività”.

Salute, prevenzione, benessere psicologico, diritti e inclusione lavorativa diventano elementi fondamentali “per garantire alle donne una tutela adeguata e la possibilità di vivere pienamente ogni fase della propria esistenza”. 

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