Garlasco, Le Iene assolte in appello dall’accusa di diffamazione contro Stefania Cappa: ribaltata la condanna
La Corte d’Appello di Milano ha assolto Riccardo Festinese e Alessandro De Giuseppe per il servizio sul delitto di Chiara Poggi trasmesso nel 2022. In primo grado erano stati condannati a una multa e a un risarcimento provvisionale
Svolta giudiziaria in uno dei tanti filoni che ruotano attorno al caso del delitto di Garlasco. La Corte d’Appello di Milano ha assolto Riccardo Festinese e Alessandro De Giuseppe, rispettivamente autore e inviato de Le Iene, dall’accusa di diffamazione aggravata nei confronti di Stefania Cappa. La decisione ribalta la sentenza di primo grado che aveva condannato i due giornalisti per i contenuti di un servizio televisivo trasmesso il 24 maggio 2022. Festinese e De Giuseppe, assistiti dagli avvocati Stefano Toniolo e Federico Giusti, erano stati condannati dalla giudice Sara Faldini a una multa di 500 euro ciascuno e al pagamento di una provvisionale di 10mila euro in favore della parte civile.
La Corte d’Appello ha invece ritenuto corretta la rappresentazione dei fatti proposta dalla trasmissione, facendo cadere l’accusa di diffamazione. Al centro del procedimento giudiziario c’erano le dichiarazioni di Marco Muschitta, l’uomo che aveva sostenuto di aver visto Stefania Cappa in bicicletta nei pressi della villetta di via Pascoli la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi. Una testimonianza poi successivamente ritrattata.
Le Iene: “Il giornalismo d’inchiesta deve poter approfondire i fatti”
La sentenza è stata accolta con soddisfazione dalla redazione de Le Iene, che rivendica il valore del giornalismo d’inchiesta. Soprattutto quando si occupa di vicende giudiziarie complesse e controverse come quella di Garlasco. “Questa vicenda riporta al centro una questione fondamentale: quale spazio può e deve avere il giornalismo d’inchiesta quando si confronta con una vicenda giudiziaria complessa e controversa come quella di Garlasco”, sottolinea la redazione. Le Iene difendono quindi la scelta di approfondire anche elementi controversi delle indagini, senza considerare intoccabili le ricostruzioni giudiziarie già consolidate.
L’assoluzione riporta infatti l’attenzione sul delicato equilibrio tra libertà di informazione, diritto di cronaca e tutela della reputazione delle persone coinvolte, anche indirettamente, in un’inchiesta giudiziaria. Un tema particolarmente sensibile nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi. Tutto ciò posto, la redazione precisa comunque che la libertà di stampa non può essere considerata senza limiti. “Questo non vuol dire che il giornalismo sia al di sopra delle regole – precisano Le Iene – né che il diritto di cronaca possa giustificare qualsiasi affermazione. Vuol dire, però, che il dovere di rispettare le persone deve convivere con il diritto di approfondire i fatti e con la libertà di raccontarli”.
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