Susa, verso il millenario della Cattedrale di San Giusto

Non sappiamo se Adelaide e Oddone di Savoia si sposarono nella Cattedrale di Susa perché le fonti storiche non indicano con certezza il luogo del matrimonio tra la contessa di Torino e di Susa, potente nobildonna, e il figlio del capostipite della dinastia dei Savoia, nozze che cambiarono la storia dell’Italia nord-occidentale facendo entrare i Savoia nella politica italiana ma l’evento è strettamente legato alla Cattedrale di San Giusto e continua a esserlo anche oggi mentre il Duomo segusino si prepara a celebrare il suo millenario nel 2027. Ma il fatto più sorprendente e inatteso è la scoperta della cripta. Nel 2021 durante i restauri del coro ligneo trecentesco sono riemersi reperti medievali, murature, basi di colonne, resti di affreschi, reliquie e soprattutto la cripta romanica nascosta per sette secoli sotto il pavimento della Cattedrale e di cui non si è saputo più nulla. Risale all’epoca della fondazione della chiesa, il 1027, ed era forse destinata alla conservazione delle reliquie. La cripta sparì all’inizio del Trecento a causa di un crollo strutturale e da allora rimase coperta di macerie.Si tratta quindi di un ritrovamento eccezionale, tra i più significativi avvenuti in Piemonte negli ultimi decenni. Il pavimento della cripta è a 4 metri di profondità rispetto al piano dell’altare. È sicuramente tra i più importanti scavi archeologi compiuti nel nord Italia. A novembre partono i cantieri più complessi e delicati per il recupero del presbiterio, la valorizzazione della cripta e il consolidamento dell’area absidale. La cripta romanica sarà visibile dall’alto dopo un oscuramento durato settecento anni e sotto il palco, sul quale verranno collocati l’altare e il coro ligneo, si potranno vedere le tombe dei vescovi di Susa. Nel 1027 Olderico Manfredi, marchese di Torino e di Susa, padre di Adelaide, insieme a sua moglie Berta, fondò un’abbazia benedettina, che diventerà l’attuale cattedrale, nello stesso luogo dove sorgeva un’antica chiesa paleocristiana situata a ridosso delle mura romane del IV secolo, vicino alla porta orientale. Sotto il Duomo infatti c’è la Susa romana, da una parte si vedono le mura romane e dall’altra si staglia la grande chiesa medioevale. Gli scavi hanno documentato tracce di frequentazione della zona già in epoca romana. Dal 1772 l’edificio religioso è la Cattedrale segusina. La chiesa custodisce numerose opere d’arte che riflettono la sua storia millenaria: dai cicli affrescati della Crocifissione (inizio XII secolo) ai profeti dell’antica cappella di san Mauro fino all’entrata di Gesù Cristo in Gerusalemme (fine XV secolo). Altre importanti opere come il Trittico del Rocciamelone (1358) sono conservate presso il Museo diocesano nella chiesa della Madonna del Ponte. Nel corso del Medioevo la cattedrale, con il suo campanile alto 51 metri, fu ampliata e nei secoli XVII e XVIII fu restaurata con l’aggiunta di decorazioni in stile barocco. Documenti storici, disegni ricostruttivi, reperti archeologici, capitelli, frammenti di affreschi e ornamenti in ottone che raccontano le trasformazioni dell’edificio e le nuove recenti scoperte si possono vedere nel Museo diocesano di Susa nella mostra “1027-2027. La cattedrale di San Giusto. Da mille anni generatrice di memorie” che ha aperto le celebrazioni del Millenario. È visitabile sabato e domenica dalle 15.00 alle 18.00. Filippo Re
nelle foto, la facciata della Cattedrale di San Giusto a Susa e la Porta Savoia
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