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Giustizia

CASO SIHER. Toghe, governo e social: a Milano lo scontro sull’ordinanza della Gip

Milano, Giustizia contro Giustizia. La Procura dimenticata e l’ordinanza usata come bandiera per i cortei di oggi

di Ettore Politi -


MILANO. Lo scontro sul caso Siher non si combatte più nelle aule.
Si combatte sui giornali e sui social, dove in tre giorni è nato un nuovo esercito di giuristi.
 Commentano un’ordinanza di 37 pagine mai letta, citano la Cassazione per sentito dire, emettono sentenze in duecento caratteri.
Il diritto è il pretesto, la bandiera politica la sostanza, mascherata a fatica.
Chi assolve la Gip difende la sua parte, chi la condanna difende l’altra.
Secondo Spin Factor per Adnkronos, il 71% delle conversazioni social boccia la scarcerazione, il 29% la difende.

Una maggioranza netta, sulla stessa linea della Premier Giorgia Meloni, La Russa, Crosetto e Salvini.
Con la Gip Tiziana Landoni si schierano l’Anm e un gruppo di consiglieri del Csm, che chiede una pratica a tutela. Il ministro Nordio si dice «sorpreso», esclude ispettori e trova improprio che i giudici si lamentino delle critiche.

I dimenticati della Procura

Dall’altra parte c’è chi, nel rumore, è sparito dal racconto. La pm Francesca Crupi e il procuratore capo Marcello Viola, la sezione antiterrorismo della Procura di Milano, gli investigatori di Polizia postale, Digos e antiterrorismo. Hanno lavorato insieme, si sono confrontati e hanno firmato accuse pesanti: istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo, violenza organizzata nelle manifestazioni.

La Gip, da due anni all’ufficio di Milano, ha letto quelle carte in quattro giorni. Conclusione: i gravi indizi, «allo stato», non ci sono. Critica politica, non istigazione. Niente terrorismo. Nessun pericolo di fuga.

Uno contro molti

La domanda è una sola. Può la valutazione di un giudice, solo e di turno, azzerare il lavoro di una Procura come Milano e di apparati investigativi di primo livello? Possibile che abbiano sbagliato tutti?
Il codice dice che non è l’ultima parola: entro dieci giorni c’è l’appello al Riesame, tre giudici, e il ricorso in Cassazione contro la mancata convalida.
Nordio scommette che la Procura impugnerà.
Ma il segnale contro è partito.

L’ordinanza in piazza

Siher è uscito da San Vittore tra gli applausi.
Il Movimento 17 ottobre rilancia: «Siamo un movimento, non una pagina Instagram».
Domani, oggi venerdì 30, sciopero generale e due cortei a Milano, con studenti e centri sociali in piazza anche nel suo nome.
La Questura studia percorsi lontani dal centro, nel timore che tornino le devastazioni del 17 e 18 ottobre. L’ordinanza è già una bandiera.

Il paradosso Nordio

L’ultimo paradosso: la legge Nordio del 2024 prevede che sul carcere decidano tre Gip, non uno. La riforma però è rinviata al 28 febbraio 2027, per mancanza di giudici…

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