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Economia

Che guaio, Audi Crollo degli utili -87%

I numeri di Ingolstadt: "Interventi non sono più rinviabili"

di Paolo Diacono -


La stagione delle trimestrali è nera, anzi nerissima, per l’automotive tedesco: pure Audi chiude il periodo con un crollo degli utili. L’utile netto è tracollato dell’87 per cento, e assomma adesso a soli 95 milioni di euro. E questo non è che il primo di una lunga serie di dati che devono far riflettere. Già, perché la casa dei Quattro Anelli, accusa una flessione importante nei primi nove mesi di quest’anno per perdite complessive superiori ai sei miliardi di euro. Scende, intanto, il risultato operativo a 1,15 miliardi e il margine s’attesta al 2,7%.

Audi, crollo utili dell’87%

Di fronte a un crollo degli utili come questo del terzo trimestre 2026, Audi non ha potuto fare altro che rivedere di nuovo al ribasso le previsioni per quest’anno. Ora Ingolstadt stima un margine operativo sulle vendite tra il 3% e il 5%, rispetto al precedente 5-7%, e ricavi tra 55 e 59 miliardi, contro i 58-63 miliardi indicati a luglio. Tra le cause del flop c’è, anche stavolta, il combinato disposto tra il rallentamento del mercato cinese e i dazi americani. Che, da soli, costano ad Audi fino a 1,2 miliardi di euro. Un danno che a Ingolstadt provano a limitare annunciando nuovi investimenti negli Usa.

“Intervenire non è più rinviabile”

Non è solo una questione di crollo degli utili in casa Audi. Ma, evidentemente, è un problema di natura strutturale. Jurgen Rittersberger, direttore finanziario dell’azienda tedesca, ha affermato che pur attendendosi un “quarto trimestre nettamente più forte” adesso più che mai “la necessità di intervenire in Audi è grande e non può essere mica rinviata”. Ciò vuol dire tagli. Lavoro in fumo, licenziamenti. Almeno 7.500 da qui al 2029.

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