L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

“No Quirinale, mandato pieno e fiducia per altri 5 anni”: Meloni nel nuovo libro di Vespa

Nelle parole della premier le sue regole del gioco sui futuri assetti dello Stato

di Angelo Vitale -

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ospite della trasmissione Rai Porta a porta, condotta da Bruno Vespa lo scorso 22 settembre


Il Colle, il «razzismo culturale» e il megafono autunnale: la tattica di Meloni nello specchio librario di Bruno Vespa.

Meloni nel libro di Vespa in uscita il 2 novembre

«Sono totalmente concentrata a chiudere bene questo mandato e a chiedere agli italiani di confermarmi la loro fiducia per altri cinque anni. Il Quirinale non è nei miei piani». Si apre con questa secca smentita — una calcolata mossa d’anticipo sulla partita del Colle — il nuovo capitolo politico affidato da Giorgia Meloni al libro di Bruno Vespa. E’intitolato «Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein», edito da Mondadori-Rai Libri e in uscita lunedì 2 novembre.

L’attacco al centrosinistra e la polemica sul Quirinale

Dietro l’apparente disinteresse per la Presidenza della Repubblica, dalla premier un attacco frontale all’opposizione. La pagina stampata in un’arena che farà discutere per giorni.

«Detto questo – precisa – , non si capisce perché debba fare scandalo l’idea che una personalità di cultura conservatrice possa un giorno ambire a quel ruolo».

Poi alza i toni e incalza: «Ma chi lo ha detto che per essere un ottimo presidente della Repubblica si debba per forza venire dal centrosinistra? Trovo insopportabile questo ‘razzismo culturale’ per il quale una parte degli italiani, su per giù la metà o più, debba sempre essere considerata figlia di un dio minore, in molti casi da gente che da giovane faceva il tifo per l’Unione sovietica. Anche basta».

Parole aggressive per delegittimare lo schieramento avversario, accusandolo di una presunta arroganza istituzionale: «Le crisi isteriche che vengono alla sinistra ogni volta che si adombra la possibilità che, la prossima volta, possa essere una maggioranza di centrodestra a indicare il presidente della Repubblica, la dice lunghissima sulla concezione proprietaria che hanno delle istituzioni».

La strategia del “salotto protetto”

Spogliano la narrazione da ogni residuo agiografico, chiara la funzionalità politica del canale Vespa: un megafono a cadenza annuale che consente alla presidenza del Consiglio di lanciare messaggi polarizzanti.

Negli anni scorsi, le dichiarazioni filtrate dai saggi di Vespa hanno regolarmente funzionato da cassa di risonanza per orientare l’opinione pubblica e gestire i passaggi critici dell’esecutivo.

Dalla confidenza del passaggio di consegne a Palazzo Chigi — «Mario, che fai? Mica facciamo sul serio? Te ne vai e mi lasci sola?». Parole usate per umanizzare e insieme drammatizzare la presa del potere nel volume del 2022 («La grande tempesta. La Nazione di Giorgia Meloni»).

Poi, l’intransigenza ostentata sui nodi istituzionali più controversi. Il perentorio «Poi ho deciso: insisto» sulle riforme della giustizia per serrare i ranghi della maggioranza di fronte agli ostacoli.

Fino al continuo bilanciamento tra il racconto delle difficoltà personali e l’evocazione di “malintesi” della stampa o ostacoli internazionali.

L’uscita di «Storia della Seconda Repubblica»

Il volume in uscita domani conferma dunque una consolidata prassi tattica. Al volo, l’occasione di occupare lo spazio mediatico autunnale con slogan identitari. E insieme dettare le regole del gioco sui futuri assetti dello Stato.

Leggi tutte le news di Politica


Torna alle notizie in home