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Cronaca

La casa nel bosco in cattedra, Catherine docente a Roma

Un incarico di collaborazione per il nuovo corso di perfezionamento in «Intelligenza naturale» promosso dall'Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare

di Elizabeth Costello -

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion


C’è un contrappasso sottile nella svolta della vicenda di Catherine Birmingham, la madre della cosiddetta «famiglia del bosco» di Palmoli.

Dalla casa nel bosco alla docenza nella Capitale

Per mesi, le istituzioni minorili ne hanno sviscerato la scelta di vita, bollando come inadeguato e rischioso l’isolamento tra gli alberi dell’Alto Vastese. Un luogo privo di corrente elettrica, wi-fi e routine scolastiche convenzionali. Oggi, proprio quello stile d’esistenza finisce in un’aula accademica di Roma, trasformando un presunto deficit sociale in una cattedra da insegnante.

Catherine ha infatti ottenuto un incarico di collaborazione per il nuovo corso di perfezionamento in «Intelligenza naturale» promosso dall’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare nella Capitale.

Una docenza pensata per guidare studenti e professionisti al contributo diretto di chi ha sperimentato in prima persona la sfida di crescere i propri figli fuori dai binari del conformismo contemporaneo.

L’incarico

Molti rumors sull’incarico. Una svolta subito inquadrata dalla difesa legale. L’avvocato Simone Pillon ha precisato come l’ingaggio preveda essenzialmente un rimborso spese e che lo scopo primario sia di natura culturale e professionale.

Il tema conduttore delle lezioni della Birmingham è preciso. Punta a dimostrare lo schema del modello dell’intelligenza esperienziale e naturale. Indicando che sia preferibile a un’architettura concettuale — anche tecnologica e artificiale — fondata sulla predisposizione rigida di modelli di vita standardizzati.

La partita giudiziaria

Ma al di là della provocazione pedagogica, la vera partita si gioca a L’Aquila. Nel fascicolo depositato al Tribunale per i Minorenni consta ora una memoria difensiva di 36 pagine che chiede il rientro immediato dei tre figli a casa.

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I verbali di Neuropsichiatria Infantile allegati agli atti confermano che i bambini manifestano disagio per il prolungato collocamento in casa-famiglia a Vasto e per il continuo va e vieni da Palmoli.

Dopo aver dimostrato flessibilità mentale, accettato l’inserimento scolastico dei figli e intrapreso i percorsi genitoriali prescritti, per Catherine e Nathan la cattedra romana rappresenta un tassello in più. Per loro, il riconoscimento di una preparazione e di una statura culturale che la difesa intende far pesare prima della decisione definitiva dei giudici.

La risposta del Tribunale dell’Aquila deciderà se l’esperienza della “famiglia del bosco” tornerà a essere una routine quotidiana o rimarrà soltanto intrigante materia da corso universitario.


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