È corsa al riarmo mentre si predica il disarmo (degli altri)
Gli Usa spendono più di tutti
Per decenni le grandi potenze hanno raccontato che l’obiettivo fosse un mondo più sicuro, meno armato e più stabile. Poi sono arrivati i fatti a smentire la retorica. Nel 2025 le nove potenze nucleari hanno speso 118,8 miliardi di dollari per rafforzare, modernizzare e ampliare i propri arsenali atomici. È il livello più alto mai registrato. Un aumento del 19% in un solo anno. Mentre diplomazie e organizzazioni internazionali continuano a parlare di pace, il denaro segue una direzione opposta: quella della bomba. La realtà è brutale nella sua semplicità. Il nucleare non è mai stato davvero considerato un problema da eliminare, ma da gestire.
Un ritorno al passato mascherato
Durante la Guerra fredda il principio era quello della distruzione reciproca assicurata. Tutti armati fino ai denti per evitare che qualcuno premesse il pulsante. Oggi il meccanismo è lo stesso, ma il contesto è perfino più instabile. Non ci sono più due sole superpotenze a controllare il gioco. Ci sono Stati Uniti, Russia, Cina, India, Pakistan, Israele, Corea del Nord, Francia e Regno Unito. Più attori, più crisi regionali, più possibilità di errore.
Secondo il SIPRI, tutti gli Stati dotati di armamenti nucleari stanno modernizzando o espandendo le proprie capacità strategiche. È il segnale più evidente di una nuova corsa agli armamenti che nessuno vuole chiamare con il suo nome. Si preferiscono espressioni rassicuranti come “modernizzazione”, “aggiornamento delle capacità deterrenti” o “rafforzamento della sicurezza nazionale”. Ma il contenuto non cambia.
L’ipocrisia statunitense
In questa corsa emerge una contraddizione gigantesca. Gli Stati Uniti giustificano le proprie azioni contro l’Iran sostenendo di voler impedire la proliferazione nucleare, ma sono contemporaneamente il Paese che investe di più nel nucleare militare. Nel 2025 Washington ha speso 69,2 miliardi di dollari, più di tutte le altre potenze nucleari messe insieme. Da sola rappresenta il 58% della spesa mondiale. Il nucleare viene considerato pericoloso quando lo cercano gli altri e indispensabile quando lo si possiede già.
La stessa logica attraversa l’intero pianeta. La Cina accelera la costruzione del proprio arsenale strategico. La Russia rafforza la cooperazione nucleare con la Bielorussia e presenta la deterrenza atomica come risposta all’espansione occidentale. India e Pakistan continuano ad accumulare capacità militari. La Corea del Nord considera la bomba la garanzia della sopravvivenza del regime. Ognuno denuncia il riarmo altrui. Nessuno mette in discussione il proprio.
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