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Politica

Sondaggi, pannolini e barbe rosse: il lungo cortocircuito tra centrodestra e FN

La destra di governo difende il proprio monopolio sui temi identitari. La formazione di Vannacci cerca di ritagliarsi uno spazio d'attacco

di Angelo Vitale -

Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, incontra i paracadutisti che presidiano piazza San Babila a Milano


Ad ogni trasmissione televisiva e lancio di sondaggi sulle prossime elezioni Politiche, la domanda degli analisti si ripete immancabile: Futuro Nazionale entrerà o meno nel perimetro della coalizione di centrodestra?

Futuro Nazionale e il centrodestra

L’aritmetica dei collegi spingerebbe forse a fare i conti con il potenziale elettorale di Roberto Vannacci Ma il terreno politico reale mostra tutt’altro clima. Ogni giorno, una serie di frizioni a distanza che, dietro lo schermo del colore politico, rivelano un nervosismo tattico sempre più marcato.

Il casus belli su cui si consuma lo scontro è uno dei totem storici del centrodestra: la sicurezza urbana. A dare il via alle danze è stato il presidente del Senato, Ignazio La Russa. E ha liquidato le pretese di FN con una metafora anagrafica: Vannacci «aveva ancora il pannolino quando la destra parlava di sicurezza».

La replica del leader di Futuro Nazionale, arrivata a margine dell’Eicma a Fiera Milano Rho. Il generale ha restituito il colpo con sottile acume dialettico: «”Se ho letto bene il titolo” di quanto detto ieri dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, “lui non ha detto che la destra ‘si occupa’ di sicurezza ma che ‘parla’ di sicurezza e vedo che sta continuando a farlo».

Rispetto alla situazione concreta nelle città, Vannacci affonda il colpo sostenendo che dai risultati visibili per strada «non è che possiamo dire che siano stati particolarmente lusinghieri».

Prendendo a esempio i fatti di metà ottobre a Milano, il generale aggiunge che «non mi sembra che sia stata fornita una cornice di sicurezza degna di questo nome». E lamenta come gli emendamenti avanzati da FN al pacchetto sicurezza siano stati «totalmente ignorati» e l’impiego dell’esercito sia stato attuato solo «in ritardo».

Da qui l’affondo diretto al presidente del Senato: «a chi parla di sicurezza, chiediamo di metterla in pratica».

Le barbe tinte

Se la schermaglia sulla sicurezza evidenzia la volontà di FN di incalzare la maggioranza su misure più radicali, la chiusura dei cancelli della coalizione viene ribadita da Fratelli d’Italia con toni altrettanto pittoreschi.

Intervistato ai microfoni di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, il deputato Marco Osnato ha escluso ogni ipotesi di alleanza. E ha trasformato il no politico in una scommessa estetica. «Non ci alleeremo – ha detto – con Vannacci, se dovessimo farlo mi tingerà la mia barba di rosso in diretta a ‘Un Giorno da Pecora’».

Accuse di verbosità infruttuosa, rievocati pannolini e barbe pronte a cambiare colore. La dialettica tra maggioranza di governo e Futuro Nazionale è un battibecco all’arma bianca.

La destra di governo difende il proprio monopolio sui temi identitari. La formazione di Vannacci cerca di ritagliarsi uno spazio d’attacco proprio contestando l’efficacia pratica dell’azione parlamentare e di governo.

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