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Cultura & Spettacolo

Caso Boccia-Caldoro, scoppia la polemica sulla presentazione del libro di Ranucci a Napoli

di Angelina De Santis -


Maria Rosaria Boccia racconta di essere stata invitata a rinunciare all’evento del 15 novembre per ragioni di opportunità. Nel mirino Alessandra Caldoro, organizzatrice dell’incontro. L’imprenditrice annuncia che sarà comunque presente.

La polemica di Maria Rosaria Boccia e le perplessità di Alessandra Caldoro

Sigfrido Ranucci deve ancora arrivare a Napoli per presentare il suo libro, ma attorno all’appuntamento del 15 novembre al Museo Filangieri si è già aperta una polemica che rischia di trasformare la platea in una seconda scena. A sollevarla è Maria Rosaria Boccia, che in un comunicato diffuso il 7 novembre racconta di aver ricevuto un messaggio piuttosto singolare. La sua partecipazione all’incontro sarebbe stata considerata inopportuna da Alessandra Caldoro, indicata come organizzatrice della serata. Una circostanza che, se confermata, assumerebbe un significato particolare considerando il titolo del volume, «Il ritorno della casta. Assalto alla giustizia».

A ricostruire l’episodio è la stessa imprenditrice di Pompei, secondo la quale Caldoro avrebbe inizialmente affidato a una conoscente comune il compito di comunicarle le proprie perplessità. L’esperta di comunicazione avrebbe quindi contattato il giornalista Carlo Tarallo, che, stando al suo racconto, avrebbe conosciuto Ranucci proprio attraverso di lei, prima di presentarlo all’organizzatrice dell’evento. Soltanto in un secondo momento sarebbe avvenuta una conversazione telefonica diretta tra le due donne.

La telefonata tra le due donne

Durante quella telefonata, sempre secondo quanto riferito da Boccia, Caldoro avrebbe collegato le proprie riserve al procedimento giudiziario che coinvolge l’imprenditrice e Tarallo. È su questo punto che nasce la contestazione. «Essere coinvolti in un procedimento giudiziario non significa essere colpevoli», sostiene l’esperta di comunicazione, richiamando il principio della presunzione di innocenza e chiedendosi come possano conciliarsi quelle perplessità con un incontro dedicato proprio al tema della giustizia.

Nel comunicato viene ricordata l’udienza predibattimentale indicata per il prossimo 3 dicembre davanti al Tribunale di Roma, relativa alla diffusione di alcuni contenuti audio. Boccia ribadisce di respingere le contestazioni e di confidare nell’accertamento della propria estraneità a condotte illecite. Richiama inoltre un provvedimento di archiviazione che, secondo quanto riferisce, avrebbe interessato alcuni giornalisti di Report in relazione alla medesima vicenda. Circostanze che l’imprenditrice utilizza per motivare la propria posizione, mentre le rispettive vicende processuali conservano natura e percorsi distinti.

I risvolti della chiamata Boccia-Caldoro

Il confronto telefonico avrebbe avuto anche un risvolto personale. L’organizzatrice, stando alla ricostruzione diffusa dall’esperta di comunicazione, avrebbe fatto riferimento alla propria esperienza familiare e alla conoscenza delle conseguenze che possono accompagnare le vicende giudiziarie. Un richiamo al quale Boccia risponde con parole particolarmente dure, rivendicando la propria identità e contestando l’idea che un cognome conosciuto possa attribuire una speciale autorevolezza nel valutare le scelte altrui.

«Io sono semplicemente Maria Rosaria Boccia», scrive, ricordando di avere 43 anni e di aver costruito il proprio percorso indipendentemente dalla notorietà dei genitori. Nel comunicato compare anche un riferimento a precedenti contrasti politici nella famiglia Caldoro, evocati dall’imprenditrice per sostenere che l’esperienza personale delle esclusioni dovrebbe favorire una maggiore comprensione delle difficoltà altrui.

Il rapporto con Ranucci

Ma il passaggio più significativo riguarda il rapporto con Sigfrido Ranucci. Boccia racconta che il giornalista le sarebbe stato particolarmente vicino durante i mesi segnati dalla sua esposizione mediatica e dalle vicende giudiziarie. Ricorda una visita a Pompei, che descrive come un gesto di solidarietà personale, e parla di un’amicizia nata al di fuori delle occasioni pubbliche.

«Sigfrido è mio amico», afferma, attribuendo all’Ex conduttore di Report una vicinanza che considera preziosa. Un legame sul quale insiste a lungo, quasi a voler spiegare perché l’eventuale richiesta di rinunciare all’incontro l’abbia colpita così profondamente. Nella sua ricostruzione, l’amicizia con Ranucci rappresenta infatti la ragione principale della partecipazione alla serata napoletana.

La decisione, almeno nelle intenzioni dichiarate, è presa. «Domenica 15 novembre sarò al Museo Filangieri di Napoli», annuncia l’imprenditrice, assicurando che il suo interesse è rivolto alla presentazione del libro e al desiderio di sostenere l’amico. Quanto alla sistemazione in sala, afferma di poter tranquillamente rinunciare ai posti riservati, pur manifestando curiosità per i criteri con cui saranno accolti gli ospiti.

Le conclusioni di Boccia

Nella parte finale del comunicato l’esperta di comunicazione esprime amarezza anche per quello che interpreta come un atteggiamento poco solidale da parte di un’altra donna. Sostiene di aver affrontato negli ultimi due anni un’esposizione pubblica particolarmente difficile e considera ingiusto che una vicenda giudiziaria ancora aperta possa incidere sulle sue relazioni personali.

La ricostruzione resta, allo stato, quella fornita da Maria Rosaria Boccia. Le valutazioni attribuite ad Alessandra Caldoro, così come il contenuto delle conversazioni telefoniche, richiedono la versione dell’organizzatrice per essere chiariti. Dal comunicato emerge una presunta richiesta di valutare l’opportunità della partecipazione, mentre viene esclusa, almeno nella narrazione disponibile, l’esistenza di un provvedimento formale che impedisca l’accesso all’evento.

La polemica si inserisce così, curiosamente, proprio attorno a un libro che affronta il rapporto tra giustizia e classe dirigente. E mentre Boccia annuncia che sarà presente a Napoli, rimane da capire se la questione troverà una soluzione prima della presentazione oppure se finirà per accompagnare Ranucci anche davanti al pubblico del Museo Filangieri.


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