Niente proroga accise, cosa succede ora
Non c'è la proroga in Gazzetta ufficiale ma secondo i consumatori sono possibili cali. Ecco perché
Non c’è il rinnovo del taglio sulle accise, il rischio è che il prezzo del gasolio possa salire. Ma non è detto, almeno secondo i consumatori di Adusbef secondo cui i cali registratisi sui mercati potrebbero indurre nuovi cali dei prezzi senza costringere il governo a dover “scontare” le tasse sui prezzi finali. In Gazzetta ufficiale, intanto, la certezza: per il momento lo sconto sulle accise non c’è a fronte delle ultime disposizioni che datavano la rideterminazione dell’aliquota dal 28 ottobre al 7 novembre.
Niente proroga accise, cosa succede ora
Ci si attenderebbe, automaticamente, un rincaro alla pompa senza la proroga al taglio delle accise. Ma i consumatori non credono che il meccanismo sia davvero così automatico. Adusbef, infatti, ipotizza la possibilità di nuovi cali. “A partire dall’8 novembre le accise sul gasolio salgono, compresa l’Iva, di 4,88 centesimi di euro al litro, pari ad una spesa aggiuntiva da 2,44 euro su un pieno da 50 litri, ma lo stop allo sconto arriva in un momento in cui le quotazioni petrolifere stanno registrando un deprezzamento che apre le porte ad una possibile riduzione dei listini alla pompa”, ha spiegato il presidente Antonio Tanza.
“Possibili cali” ecco perché
L’analisi Adusbef prosegue. “Rispetto a fine ottobre, quanto il prezzo ha superato i 117 dollari al barile, il Brent è calato in pochi giorni del 16,2%, e seppur le quotazioni del petrolio non siano l’unica componente che determina l’andamento dei prezzi dei carburanti, si tratta di un segnale economico importante”. E dunque: “Proprio per questo riteniamo che Eni e gli altri marchi che hanno avviato price cap e sconti possano ridurre ulteriormente i listini di benzina e gasolio, indipendentemente dalla mancata proroga del taglio alle accise”.
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