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Adl, il prezzo è giusto? Se 180 milioni per Osimhen fanno arrabbiare tutti

di Cristiana Flaminio -


Adl, il prezzo è giusto? Il presidente del Napoli non fa sconti a nessuno. E fissa il costo del cartellino del pezzo pregiato della rosa azzurra: chi vuole Victor Osimhen dovrà sborsare qualcosa come 180 milioni di euro. Si alzano, altissimi, i lai funesti della stampa internazionale. Tutti scandalizzati per il listino esibito da De Laurentiis sul suo bomber. Erano già sconvolti, tabloid e paludati quotidiani esteri, per la prima quotazione dell’attaccante nigeriano. Già erano troppi 150 milioni, adesso che Adl ne chiede 180 persino Le Parisien, “concittadino” di quel Psg che ha strapagato decine di campioni senza nemmeno mai andare vicino a vincere la Champions League, s’indigna.

Il fatto è che tutti si arrabbiano perché sono arrivati gli sceicchi sauditi. E spendono e spandono, come se non ci fosse un domani. Ma non lo fanno per rinforzare squadre europee ma per costruirsi un torneo credibile e, possibilmente, competitivo su scala globale. Forse non per i valori espressi né per i traguardi da raggiungere ma per contendere ai grandi campionati europei una fettina di quel mega business dei diritti tv globali.

Petrodollari e campioni, così l’offensiva saudita fa infuriare il calcio italiano

I petrodollari fanno gola a tutti ma, allo stesso tempo, iniziano a far paura. L’offensiva dei sauditi, che stanno facendo incetta di campioni e tecnici sta cominciando a farsi sentire sul mercato. E i club europei, gli stessi che si erano chiusi in un olimpo dorato e inaccessibile, adesso si sentono minacciati. Certo, sembra un po’ bizzarro prendersela con De Laurentiis (detto tra noi, uno che festeggia più per i bilanci in ordine che per i trofei conquistati) perché chiede 180 milioni per uno dei fautori dello storico terzo scudetto azzurro quando il Chelsea, da solo, ha speso 326 milioni per il solo mercato invernale scorso.

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