La vittoria di Afd è la vittoria del popolo. E la sinistra (con la CDU) paga il conto della propria deriva woke
In Germania è entrata in scena sul palcoscenico della storia la pura realtà della democrazia. Un principio che i partiti tradizionali hanno criminalmente dimenticato, asserragliati come sono sotto una campana di cristallo, lontani anni luce dai reali problemi della gente.
Se AfD ha fatto la storia e ha vinto, la notizia forse ancora più dirompente è il crollo verticale e imbarazzante della CDU. Il drammatico risultato di una classe dirigente incapace di dare risposte concrete, esattamente identica agli imbarazzanti risultati dei Repubblicani in Francia. L’elettorato cerca risposte reali, non le solite macchinazioni burocratiche e tecnocratiche calate dall’alto da Bruxelles.
Per troppo tempo le élite politiche hanno voluto ignorare il grido d’allarme del popolo, derubricando a populismo ogni istanza di cambiamento e sottovalutando sistematicamente i drammi generati da scelte scellerate, che vanno dalla deriva di un’Europa green radical chic che strangola l’economia reale e il lavoro, all’imposizione di un’agenda Lgbtq+ che ha frammentato i punti cardinali di una società ormai ridotta a entità liquida.
A tutto ciò si aggiunge la colpevole sottovalutazione dell’immigrazione incontrollata, che ha fatto esplodere i tassi di insicurezza nelle città, insieme al multiculturalismo forzato, al relativismo morale imperante, al totale disprezzo per le radici storiche e identitarie dei popoli e alla sofferenza sociale causata da una globalizzazione selvaggia che ha impoverito il ceto medio.
E il popolo si è ribellato!
Dai Cinque Stelle a Vannacci: lo stesso attacco, sempre la stessa risposta delle urne
Qui il tema è profondamente culturale, prima ancora che politico ed elettorale. L’Occidente è al centro di una vera e propria destrutturazione che parte dall’interno, e questa sinistra si è dimostrata un vero e proprio disastro non tanto sul piano politico, quanto su quello culturale, agendo di fatto come un cavallo di Troia contro la nostra civiltà. Se non capiamo questo, ci mettiamo all’angolo.
I partiti di governo hanno preferito voltarsi dall’altra parte, chiudendosi nei loro palazzi dorati e fingendo che nulla stesse accadendo, ma oggi la realtà presenta il conto. La gente non può e non deve mai essere ignorata, perché in democrazia il popolo ha sempre ragione.
Se l’establishment pensa di poter arginare o cacciare questo movimento ricorrendo a scorciatoie o tentativi per via giudiziaria, commette un errore antidemocratico madornale, perché allora i cittadini saranno soltanto legittimati a votarlo dieci volte di più. La politica si combatte e si vince nelle urne, non nei tribunali o con i cordoni sanitari che sono più penetrabili di una groviera.
L’AfD ha guadagnato questa vittoria sul campo, conquistando la fiducia ed i voti. Del resto, lo schema è sempre lo stesso. Lo si è visto quando veniva bollato come un pericolo per la democrazia il Movimento Cinque Stelle, poi la Lega di Salvini, poi Giorgia Meloni, oggi, Roberto Vannacci; da sempre Marine Le Pen, con il risultato di renderla stabilmente primo partito in Francia, così come oggi l’AfD lo è in Sassonia.
In democrazia i voti contano, piaccia o meno all’establishment.
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