Un dato politico emerge con sempre maggiore evidenza nella crisi ucraina. Mentre gli Stati Uniti di Donald Trump insistono sulla necessità di chiudere il conflitto e archiviano, almeno per ora, l’ingresso dell’Ucraina nella Nato, una parte dell’Europa e dell’Alleanza atlantica continua a muoversi lungo una traiettoria opposta, fatta di riarmo, pianificazione strategica e rafforzamento militare sul fronte orientale.
La posizione di Washington espressa da Rubio
Interpellato sulla possibile adesione di Kiev alla Nato, il segretario di Stato Marco Rubio ha evitato qualunque apertura, spiegando che la questione non è oggi sul tavolo. Non esiste, ha detto, “una risposta né positiva né negativa”, ma semplicemente una priorità diversa, quella di concentrare gli sforzi sulla conclusione della guerra. Una posizione che segna una discontinuità rispetto agli anni in cui l’allargamento dell’Alleanza veniva presentato come un approdo naturale per l’Ucraina. Il messaggio proveniente dagli Usa è chiaro. Prima la fine delle ostilità, poi eventualmente il dibattito sugli assetti di sicurezza futuri.
Le pericolose mosse lituane
Sul fronte europeo, tuttavia, il clima appare totalmente diverso. La Lituania ha avviato un percorso destinato ad aumentare ulteriormente la tensione con Mosca. Il Seimas, il parlamento di Vilnius, ha infatti votato per eliminare il divieto relativo all’installazione di armi nucleari e basi militari straniere sul proprio territorio. Un passaggio che apre la strada a un potenziale rafforzamento della presenza militare della Nato ai confini della Federazione Russa.
L’avvertimento del Cremlino
Dal Cremlino la risposta è stata immediata. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito la decisione un ulteriore passo verso l’escalation, avvertendo che Mosca sarà costretta ad adottare misure di ritorsione per garantire la propria sicurezza. Per Peskov, il dispiegamento di infrastrutture Nato e soprattutto di capacità nucleari in uno Stato confinante non può essere interpretato come un fattore di stabilizzazione, ma come un elemento destinato ad alimentare una nuova spirale di confronto. Il presidente russo Vladimir Putin ha in agenda per oggi, in occasione del suo 74esimo compleanno, “una serie di telefonate internazionali”.
Le dichiarazioni russe arrivano mentre emergono indiscrezioni su una pianificazione strategica dell’Alleanza atlantica per un eventuale confronto diretto con Mosca. Secondo Bloomberg, il comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale Alexus Grinkevich, starebbe elaborando una dottrina fondata sulla cosiddetta “Teoria della Vittoria”, destinata a definire le modalità operative della Nato in caso di conflitto con la Russia.