Il progetto con il Mimit: l'impatto stimato in 180 milioni di euro, tutti i dettagli
AstraZeneca investirà (forte) in Italia. La major farmaceutica ha già annunciato di avere in programma di investire, solo nel nostro Paese, qualcosa come 66,2 milioni di euro nei prossimi tre anni. Tutto nasce dall’aggiudicazione dell’avviso pubblico per la selezione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nel settore biomedico. Un’iniziativa promossa da Fondazione Tech e Biomedical nell’ambito del Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico del Mimit.
AstraZeneca e gli investimenti in Italia
E che porta in dote un cofinanziamento pubblico da ben venti milioni di euro. Il progetto vedrà, in Italia, Astrazeneca insieme alla sua partecipata Alexion avviare ben 71 nuovi studi clinici registrativi. Di questi, la maggior parte (52) su molecole AstraZeneca, il resto (19) su “materiale” di Alexion. Sarà questa la voce più importante, in termini economici, degli investimenti in Italia del colosso anglosvedese. Da sola, infatti, vale fino a 48 milioni di euro. Altri dodici milioni, invece, serviranno per portare avanti 24 nuovi studi osservazionali e di Real World Evidence. Infine, ecco cinque milioni di euro da devolvere alla ricerca indipendente mentre 1,2 milioni serviranno alle oluzioni di digital health. L’obiettivo, però, è ancora più ambizioso di così. E va ricercato nell’impatto economico stimato. Si tratta, dalle previsioni, di qualcosa come 180 milioni in più da aggiungere al Pil nazionale a fronte di un contestuale (e importante) risparmio per il sistema sanitario nazionale stimato in circa 225 milioni.
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“Così il Paese può competere a livello internazionale”
Saranno, infine, coinvolti nell’iniziativa più di duecento centri di ricerca, sviluppo e hub produttivi sull’intero territorio nazionale. Ma sarà solo l’inizio, giurano da AstraZeneca, perché questo progetto sarà “una base concreta per dimostrare il potenziale dell’Italia nel diventare il principale per contribuire alla leadership europea nelle Life sciences”. E quindi: “Collegare in modo più efficace investimenti in ricerca, accesso dei pazienti, sostenibilità del sistema sanitario e crescita economica può consentire all’Italia di valorizzare appieno i propri asset e di competere con maggiore forza sul piano internazionale”.