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Cronaca

Ottantenne buttato in mare per divertirsi. Identificati i tre bulli di Bibione

Maranza identificati dopo la notte di vandalismi e la spinta all’anziano in mare a Bibione

di Marzio Amoroso -


Era l’alba, poco prima delle 7, sul pontile a Bibione Pineda. L’ottantenne Rodolfo Paccagin, di San Martino al Tagliamento, stava pescando in tranquillità. Un’auto si è fermata vicino all’imbarcadero. Due giovani sono scesi, lo hanno raggiunto alle spalle e lo hanno spinto in acqua senza dire una parola. Un terzo ragazzo è rimasto in macchina, pronto alla fuga. L’uomo è precipitato in laguna, rischiando di non riemergere. Il gesto è stato definito dai responsabili una semplice «bravata», compiuta solo per divertimento.

Ferite alle gambe e smartphone perso in mare

Per salvarsi, l’anziano si è aggrappato alle bricole e ai pali del pontile. Le superfici erano ricoperte di cozze e conchiglie taglienti. Nel trascinarsi per risalire, Paccagin ha riportato abrasioni profonde e ferite alle gambe. Le lesioni sono compatibili con sfregamenti violenti contro legno e incrostazioni marine. Durante la caduta ha anche perso lo smartphone, finito in acqua e mai recuperato. Un dettaglio che conferma la violenza e la totale improvvisazione dell’azione.

Vivo per miracolo, il trauma psicologico

I familiari parlano di un uomo vivo per miracolo. Se avesse battuto la testa o perso i sensi, la caduta in laguna sarebbe potuta diventare fatale. L’ottantenne ha vissuto minuti di paura estrema, convinto di non riuscire a tornare a riva. Ha mantenuto la lucidità solo per istinto di sopravvivenza, aggrappandosi ai pali e trascinandosi verso la zona portuale. Ora resta un forte shock psicologico. La violenza gratuita contro una persona anziana ha lasciato un segno profondo, oltre alle ferite fisiche.

I tre bulli identificati dalle telecamere

Le telecamere di videosorveglianza dell’imbarcadero hanno ripreso tutta la scena. Si vede l’arrivo dell’auto, la discesa dei due giovani, la spinta e la fuga. Grazie ai filmati, i Carabinieri hanno identificato tre ventenni del Portogruarese, impiegati stagionalmente a Bibione. Davanti agli inquirenti hanno parlato di «scherzo» e «bravata». Una versione che contrasta con la gravità del gesto e con il rischio concreto di morte per l’anziano.

La notte di vandalismi e la decisione del giudice

Le indagini hanno ricostruito anche le ore precedenti. Nella notte i tre avevano scorrazzato per Bibione, disturbando residenti e turisti. Sono stati segnalati schiamazzi, comportamenti molesti e piccoli atti di vandalismo. La Procura competente ha aperto un fascicolo per lesioni e pericolo per la vita altrui. Per i tre è scattata la denuncia, con valutazione delle aggravanti legate alla vulnerabilità della vittima.

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