Milano 2027, Cottarelli si sfila definitivamente
L'economista chiude a tutti i rumors partiti da Calenda e recentemente proseguiti con Tajani e Moratti
Carlo Cottarelli
Milano 2027, corsa a Palazzo Marino, il quadro tra smentite e strategie: Cottarelli declina l’invito e il toto-sindaco entra nel vivo.
Milano 2027: cosa si muove?
Mancano ancora diversi mesi alla tornata amministrativa, ma il dibattito sulla successione a Giuseppe Sala per la guida di Milano è già entrato in una fase calda.
Tra autocandidature, sondaggi informali e suggestioni cross-party, lo schieramento politico milanese in pieno fermento. Uno scenario diviso tra la ricerca di profili civici di alto profilo e le tensioni interne ai vari partiti.
A scuotere gli ultimi equilibri, il definitivo passo indietro di uno dei nomi più citati e chiacchierati delle ultime settimane.
Il passo indietro di Carlo Cottarelli e l’ipotesi del candidato civico
L’economista Carlo Cottarelli ha voluto mettere la parola fine ai rumors che lo vedevano come possibile figura di sintesi o candidato civico sostenuto sia dal centro sia da forze di centrodestra.
Lanciato inizialmente nelle riflessioni dei leader del Terzo Polo come Carlo Calenda e successivamente evocato da esponenti di spicco azzurri come Antonio Tajani e Letizia Moratti, il nome del docente ed ex senatore aveva sollevato notevole interesse. E alimentato anche il dibattito all’interno del centrosinistra.
Cottarelli ha tuttavia chiarito, pur ringraziando per l’attestato di stima e la fiducia ricevuta, di non prendere in considerazione una discesa in campo per la guida della città.
Le manovre nel centrodestra tra profili interni e figure d’area
Leggi tutte le news di Milano
Chiusa la parentesi Cottarelli, il centrodestra continua a muoversi alla ricerca della figura ideale per tentare il riscatto a Palazzo Marino. La coalizione oscilla tra l’esigenza di schierare un nome fortemente politico e la volontà di proporre una figura civica in grado di intercettare il voto moderato e del ceto produttivo milanese.
Negli ultimi tempi, diverse disponibilità e proposte interne. La Lega ha testato l’umore della base attraverso i propri gazebo proponendo figure interne. All’interno di Fratelli d’Italia e Forza Italia sono emersi vertici riservati e candidature dell’area politica e imprenditoriale locale.
La vera sfida dello schieramento resta quella di trovare una sintesi unitaria per evitare le spaccature letali delle ultime tornate.
Il centrosinistra e la preparazione del dopo-Sala
Sul fronte opposto, il centrosinistra punta a capitalizzare il modello di governo uscente guidato da Giuseppe Sala, ma deve ancora sciogliere il nodo delle modalità di selezione del proprio rappresentante.
Il sindaco uscente ha invitato la propria coalizione a non perdersi in dibattiti sterili sui nomi e a concentrarsi sulla costruzione di un programma credibile ed esteso a tutte le forze riformiste.
Tra le ipotesi sul tavolo, il ricorso alle primarie di coalizione, uno strumento per far emergere i profili dalla giunta comunale o dalla società civile per raccogliere l’eredità dell’amministrazione milanese.
Torna alle notizie in home