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Elicottero caduto in Bosnia: oggi le salme dei quattro militari a Ciampino

L'Italia accoglie i caduti della missione Eufor Althea morti nello schianto del CH-47. Attesi all'aeroporto militare Meloni e Crosetto

di Ernesto Ferrante -


Le salme dei quattro militari italiani morti nel tragico incidente avvenuto in Bosnia-Erzegovina faranno rientro oggi all’aeroporto militare di Ciampino. L’arrivo è previsto intorno alle 12. Ad accoglierle ci saranno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un momento di raccoglimento che coinvolge l’intero Paese. Le esequie solenni dovrebbero svolgersi domani, 3 novembre, nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma. Un ultimo saluto istituzionale e popolare per i quattro militari che hanno perso la vita durante una missione internazionale sotto bandiera europea.

La tragedia si è consumata il 29 ottobre, quando un elicottero militare CH-47 impiegato nell’operazione Eufor Althea è precipitato durante le attività in Bosnia-Erzegovina. Nell’incidente sono morti i sergenti dell’Aviazione dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana Franco Adriano Zecchillo e la sergente della Croce Rossa Laura Procacci. Altre undici persone sono rimaste ferite.

Tra cordoglio e indagini, il Paese si prepara all’ultimo saluto

Lo schianto ha aperto interrogativi ai quali dovranno rispondere le inchieste già avviate. Eufor ha annunciato un’indagine approfondita per accertarne le cause, mentre la procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, ha aperto un procedimento conoscitivo in attesa dei primi risultati tecnici e investigativi.

Nei giorni successivi alla tragedia, il ministro Crosetto ha raggiunto la Bosnia-Erzegovina insieme al capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e a una squadra di medici per rendere omaggio ai caduti e visitare i militari feriti. Un gesto che ha voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni a chi è stato colpito da una delle più gravi tragedie che hanno coinvolto il contingente italiano negli ultimi anni.

All’indomani del tragico avvenimento, la premier Meloni aveva affidato ai social il proprio cordoglio: “Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia”. Parole accompagnate dall’invito ai cittadini a rendere omaggio ai caduti portando un fiore al Villaggio della Difesa allestito al Circo Massimo in vista delle celebrazioni del 4 novembre.

Oggi, con il rientro delle salme in Italia, il dolore privato delle famiglie si intreccia con quello di un’intera comunità nazionale. Un ritorno segnato dal silenzio, dagli onori militari e dal ricordo di quattro servitori dello Stato che hanno perso la vita lontano da casa, durante una missione al servizio della stabilità nei Balcani.

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