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Editoriale

Quelle parole di Enrico Fermi mai così attuali

di Adolfo Spezzaferro -


L’energia atomica “è come una banca da cui noi potremo sempre fare prelevamenti”. Sono le parole di Enrico Fermi nel celebre discorso sull’era atomica del 1954. La metafora del padre dell’energia nucleare è oggi più che mai attuale. E calza a pennello, vista la crisi energetica e quindi economica su scala globale che colpisce l’eurozona e noi in particolare. In questa era energivora servono appunto fonti infinite da dove prelevare, ma mettere in cassaforte il nucleare di nuova generazione è potenzialmente pure risparmiare soldi in grandissime quantità.

Ecco che allora la nuova era atomica, che finalmente – dopo decenni di scelte scellerate – ci vede protagonisti, ci permetterà di fare infiniti prelievi da questa fonte energetica, che vale per l’appunto più di qualsiasi banca centrale. Sì, perché è vero che da solo, il nucleare, non può bastare al fabbisogno energetico del Paese, che si soddisfa con un mix insieme con le rinnovabili e i cari vecchi combustibili fossili. Ma è vero anche che senza il nucleare, non ci libereremo mai dal giogo degli approvvigionamenti esteri (e quindi dal carobollette).

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