Così il Papa : “La grandezza di una civiltà si misura dal modo in cui eleva la persona umana”
Il viaggio di Leone XIV in Francia ribadisce che il futuro dell'Europa non è nell'uniformità, ma nell'armonia delle differenze.
Possiamo ritenere intenso e partecipato ma anche profondo ed edificante il viaggio del Santo Padre in Francia, da cui ha fatto rientro lunedì scorso 28 settembre alle ore 20.53 circa, con l’Air France A321, all’aeroporto di Roma/Fiumicino, con al seguito come di consueto, dei giornalisti, e pertanto in volo, ha tenuto la tradizionale conferenza stampa, prima del rientro in Vaticano.
A tal proposito come non evidenziare i vari telegrammi che il pontefice ha inviato durante tale volo di rientro.
I messaggi del Santo Padre
Il primo da parte di Leone XIV era indirizzato direttamente al presidente francese Macron (con il quale ha avuto in cattedrale anche un colloquio privato di circa 30 minuti, non previsto dal programma), e al quale dice e assicura le sue: “continue preghiere” per il benessere del popolo francese, ed esprime la sua gratitudine “per la calorosa accoglienza e la generosa ospitalità che -mi- sono state riservate durante questa visita”.
Nel sorvolare invece la Svizzera, invia al presidente Guy Parmelin i migliori auguri da condividere con il popolo svizzero e prega “affinché Dio Onnipotente riversi le Sue benedizioni su questo Paese”. Infine al presidente italiano Sergio Mattarella scrive di aver potuto apprezzare in Francia: “l’impegno di quell’amata Chiesa nel testimoniare il Vangelo e promuovere la cultura della vita”, assicurando la sua costante preghiera “per la diletta Nazione italiana”.
Nel suo messaggio, Mattarella invece, si dice convinto che: “dal cuore dell’Europa, con la forza del suo magistero” il Pontefice ha saputo ravvivare “nell’animo di donne e uomini di buona volontà da tutto il mondo i propositi di rispetto reciproco, inclusione, solidarietà e pacifica convivenza”.
E confida che: “l’aspirazione a collaborare per il bene comune, a servizio della dignità inviolabile della persona umana – specialmente dei più fragili e bisognosi – si traduca nell’impegno concreto di quanti, soprattutto tra i più giovani”, hanno accolto e seguito Papa Leone con grande entusiasmo in questi giorni.
Nella giornata conclusiva del suo viaggio in Francia infatti, il Papa, dopo l’arrivo da Lourdes, ha avuto appuntamenti importanti ed ufficiali a Metz, citta di frontiera. Prima l’incontro interreligioso nel Centro Congressi Robert Schuman di Metz, nel quale il successore di Pietro ha ricordato che è profanazione invocare il nome di Dio per legittimare la violenza, e ricordato che: “La grandezza di una civiltà non si misura dai suoi successi materiali, ma dal modo in cui circonda, protegge ed eleva la persona umana”.
Il futuro dell’Europa
Poi, sempre dal Centro Congressi dedicato ad uno dei padri fondatori dell’Unione europea, il Papa ha presieduto l’evento “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità” e denunciato l’“inutile strage” che causa ogni giorno innumerevoli vittime, predicando: “coraggio nella negoziazione” ed incoraggiando a “sforzi creativi per la pace mondiale” che ritiene possibile.
Infine, nel pomeriggio conclusivo prima di ripartire, si è tenuta la Messa nella splendida cattedrale gotica di Santo Stefano in Metz, ultimo appuntamento del suo viaggio. Nell’omelia, il santo Padre ha ricordato il contributo del monachesimo e della Regola dei Canonici di Metz nella costruzione di quei “fondamenti morali del mondo in cui viviamo”, come “il carattere sacro e inviolabile della vita umana”, la cura dei poveri e l’accoglienza degli stranieri.
E ha sottolineato che il futuro dell’Europa non è nell’uniformità, ma nell’armonia delle differenze. Quindi alla fine della celebrazione, il Pontefice ha invitato a continuare a; “camminare insieme, uniti nella Santa Madre Chiesa, per la gloria di Dio e al servizio del suo Regno di amore, giustizia e pace”.
I valori cristiani e universali
E quindi aggiungiamo, che purtroppo tali valori cristiani e universali rischiano spesso di mancare nel mondo attuale che stiamo vivendo, fatto di guerre, violenza, aggressività e crudeltà, e dove la grazia e la gentilezza sembra una debolezza. Infatti la pace parte dai cuori, e soprattutto dai comportamenti quotidiani, di ognuno di noi, nessuno escluso.
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