Francia, proteste degli studenti: preside cosparso di benzina a Marsiglia
La mobilitazione è iniziata una settimana fa ed è promossa dall'Unione sindacale liceale che chiede più risorse e migliori condizioni
Alta tensione in Francia a causa delle proteste e delle mobilitazioni degli studenti delle scuole superiori, arrivata oggi al suo “atto due”.
Francia, proteste degli studenti e violenza a Marsiglia
A Marsiglia, al liceo Victor-Hugo, nel terzo arrondissement, il preside, il vice-preside e altri due membri della dirigenza scolastica sono stati aggrediti e cosparsi di benzina. All’interno dell’istituto si è inoltre verificato un tentativo di incendio, con la porta d’ingresso data alle fiamme.
La procura di Marsiglia ha riferito che sono tra 15 e 20 le persone attualmente in stato di fermo nell’ambito delle proteste, soprattutto minorenni. La mobilitazione, iniziata circa una settimana fa, ha coinvolto oltre 350 scuole in tutto il Paese ed è stata segnata fin dai primi giorni da blocchi, scontri e violenze.
A Marsiglia la protesta ha avuto pesanti ripercussioni anche sui trasporti pubblici. La Rtm ha sospeso completamente il servizio dalle 11, fermando metro, tram e autobus. Dopo l’aggressione a diversi dipendenti, tra cui un autista, e l’incendio di un autobus. Il sindacato Cfdt ha invitato gli autisti a rientrare nei depositi per motivi di sicurezza.
L’appello per la mobilitazione: cosa chiedono gli studenti
A Nantes è stato segnalato un incendio al liceo Nelson Mandela, mentre il campus dell’Université Paris VIII a Saint-Denis è stato occupato dagli studenti. Scontri si sono verificati anche a Pantin, alle porte di Parigi, con l’intervento delle forze dell’ordine e l’uso di gas lacrimogeni.
Le proteste sono state promosse dall’Union syndicale lycéenne, che ha lanciato un appello per una seconda giornata di mobilitazione il primo ottobre e per una nuova giornata d’azione il 6 ottobre. A sostenere le iniziative sono anche Fage, Union étudiante e Unef. Gli studenti chiedono, tra le altre cose, la sostituzione degli insegnanti assenti, maggiori risorse per la scuola, il rinnovo degli edifici e condizioni di apprendimento «decenti».
Sul fronte dell’ordine pubblico, secondo il ministero dell’Interno, nella sola giornata di ieri sono scattati 625 fermi. Dall’inizio dei blocchi almeno 119 persone tra studenti e membri del personale sono rimaste ferite, mentre sono 83 gli agenti feriti. L’Ispettorato di polizia è stato incaricato di condurre tre indagini sul ferimento di alcuni studenti durante le proteste a Sevran, Saint-Ouen-l’Aumône e Tours. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha dichiarato che le forze dell’ordine sono intervenute «con grande proporzionalità».
Torna alle notizie in home