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Roma

Roma, a Torpignattara la densità commerciale supera di sedici volte la media nazionale

di Andrea Scarso -


A Torpignattara, nel V Municipio di Roma, la densità commerciale è il doppio della media cittadina e sedici volte quella nazionale.
Lo rilevano i dati pubblicati da Il Tempo, che fotografano un quartiere in cui quasi il 44% delle attività rientra nel solo comparto alimentare. La comunità bengalese rappresenta il 39% degli stranieri residenti nell’area.

Numeri che Mauro Antonini, responsabile del Dipartimento Attività Produttive della Lega di Roma e Provincia, definisce il segnale di “distorsioni strutturali che l’amministrazione non può continuare a ignorare”.

Antonini: “Non è concorrenza, è sostituzione”

“Quello che sta accadendo a Torpignattara non è un caso di sana concorrenza di mercato”, dichiara Antonini, “è una sostituzione sistematica del tessuto commerciale originario”.

La Lega chiede verifiche immediate su licenze, orari, normative igienico-sanitarie e fiscalità. L’obiettivo dichiarato: garantire parità di condizioni tra operatori. “Chi rispetta le regole ha il diritto di competere ad armi pari”, aggiunge Antonini.

Il quadro nazionale: 3.400 mini-market in vent’anni

I dati Infocamere 2023 allargano la prospettiva. In Italia si contano 3.400 minimarket di proprietà individuale con titolari di origine bengalese, cresciuti in parallelo con una presenza comunitaria passata da 22mila a 150mila unità nell’arco di vent’anni.

Antonini richiama l’esistenza dell’Osservatorio sul commercio di Roma e provincia, potenziato su iniziativa della Lega, ma lo ritiene insufficiente. Serve, secondo lui, “un piano straordinario di monitoraggio nei quartieri ad alta densità commerciale straniera, a tutela dei commercianti italiani che pagano tasse, affitti e rispettano ogni norma”.

Centro Storico: la norma c’è, i controlli no

Il discorso si allarga al cuore della città. Nel Centro Storico, spiega Antonini, la norma esiste ma “resta tristemente lettera morta”. La ragione, a suo giudizio, è duplice: assenza di controlli capillari e mancanza di volontà politica. “È inutile vantare regolamenti sulla carta se poi mancano i controlli e la volontà di sanzionare chi trasforma il nostro patrimonio storico in un mercato senza regole”, afferma. La Lega chiede al Municipio V e all’Assemblea Capitolina l’attivazione urgente di un tavolo tecnico con le categorie produttive locali e le forze dell’ordine.

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