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Cronaca

Femminicidio A1, oggi l’autopsia sul corpo di Lorena Isceri

di Eleonora Ciaffoloni -


Potrebbero arrivare nuovi elementi nelle prossime ore sul femminicidio di Lorena Isceri, la 45enne uccisa giovedì scorso dall’ex compagno Federico Vella. È previsto infatti l’esame autoptico sul corpo della donna, un accertamento che potrebbe aiutare gli investigatori a ricostruire con maggiore precisione le ultime ore della vittima e, soprattutto, a stabilire quando sia sopraggiunta la morte.

Gli interrogativi

Uno dei principali interrogativi riguarda infatti la dinamica del decesso. Gli esperti dovranno accertare se Lorena fosse ancora viva nel momento in cui è stata gettata dal viadotto dell’A1, oppure se fosse già morta prima della caduta. L’autopsia servirà inoltre a individuare eventuali ferite riportate dalla donna prima di essere trasportata via. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Lorena sarebbe stata aggredita, rapita e poi rinchiusa nel bagagliaio dell’auto utilizzata da Vella.

Accertamenti medico-legali sono previsti anche sul corpo del 36enne, morto dopo l’accaduto. In questo caso saranno effettuati anche esami tossicologici, utili a verificare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti.

Firenze si stringe attorno alla famiglia

Nel frattempo Firenze ha ricordato Lorena con un presidio organizzato davanti alla sua abitazione, in via Panciatichi, proprio nel luogo in cui la donna sarebbe stata rapita. L’iniziativa è stata promossa dalla sindaca Sara Funaro, dopo anche l’appello lanciato dal padre della vittima affinché la politica mantenga alta l’attenzione sulla violenza contro le donne.

Oltre mille persone hanno partecipato al momento di raccoglimento. In tanti hanno portato fiori, candele e messaggi, lasciandoli davanti all’ingresso della casa. Un lungo applauso ha accompagnato l’arrivo della madre di Lorena, che ha ringraziato i presenti prima di rientrare nell’abitazione.

Alla manifestazione hanno partecipato anche le sindache di Bergamo e Perugia, Elena Carnevali e Vittoria Ferdinandi. Funaro ha sottolineato la necessità di evitare che i femminicidi diventino una realtà considerata quasi normale e ha richiamato l’importanza di rafforzare le politiche di prevenzione contro la violenza di genere.

La telefonata dal bagagliaio e gli ultimi messaggi

Gli investigatori continuano intanto a lavorare sulla ricostruzione della tragedia. Tra gli elementi al vaglio c’è anche la telefonata di circa 20 minuti effettuata da Lorena al 112 mentre si trovava chiusa nel bagagliaio dell’auto. In quella conversazione la donna avrebbe cercato di convincere l’ex compagno a fermarsi, pronunciando parole come: «Federico cosa fai, ti amo, possiamo tornare insieme».

Secondo quanto ricostruito finora, a un certo punto l’auto si sarebbe fermata, ma successivamente avrebbe ripreso la marcia fino a raggiungere il viadotto dell’A1. Vella avrebbe poi contattato la madre di Lorena, informandola della morte della figlia. Poco dopo avrebbe confessato quanto accaduto anche alla propria madre, che ha quindi chiamato il 112.

L’autopsia rappresenta ora un passaggio centrale per chiarire la dinamica del delitto e verificare le ipotesi finora formulate dagli investigatori, compresa quella di una possibile premeditazione.


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