La Fiom richiama il Mimit al tavolo Stellantis
La Fiom richiama il Mimit al tavolo Stellantis. È stato Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil, a promuovere la richiesta
La Fiom richiama il Mimit al tavolo Stellantis. È stato Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil, a promuovere la richiesta diretta al ministro Adolfo Ruso. Perché, secondo l’analisi del sindacato, tra tanti annunci mancano ancora “fatti concreti” che possano dare prospettive certe ai lavoratori. E si riferisce, tra le altre cose, all’intesa annunciata dall’azienda con i produttori cinesi. Fatto che, per la Fiom, nasconderebbe ragioni e dinamiche non proprio entusiasmanti.
La Fiom richiama il Mimit al tavolo Stellantis
La Fiom vuol tornare al tavolo Stellantis e Lodi squilla l’adunata di fronte al Mimit: “In questi anni abbiamo sentito tanti annunci mai realizzati. Ci vogliono fatti concreti e certi”. E spiega: “Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, parla di accordo tra Stellantis e case automobilistiche cinesi con l’obiettivo di saturare gli stabilimenti italiani”. Una prospettiva che il sindacalista giudica “paradossale” se accompagnata dalla notazione per cui i cinesi investirebbero in Italia perché non avrebbero altri posti dove farlo. “Un fatto non vero”, conclude Lodi. “È vero invece che a latitare sono la volontà politica del Governo e le politiche industriali”.
“Fabbriche cacciavite non sono soluzione”
Samuele Lodi rilancia: “Le fabbriche cacciavite non devono essere la soluzione. Basta parole del Governo e presunti impegni di Stellantis”. La Fiom vuole impegni certi e pretende che siano sottoscritti a un tavolo che metta tutti attorno, sindacati, Stellantis e Mimit stesso. “Le lavoratrici e lavoratori di Stellantis e della componentistica vogliono investimenti e interventi concreti per dare una svolta al futuro dell’automotive in Italia”, ha affermato infine Lodi.
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