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Cronaca

Foggia, truffa dei finti medium: promettevano di parlare con animali morti, traditi dal raglio di un asino

di Roberta Rizzo -


Una presunta truffa dei finti medium è stata segnalata a Foggia e in altre zone d’Italia. Alcuni sedicenti sensitivi avrebbero promesso ai proprietari di cani e gatti deceduti di ristabilire un contatto con i loro animali. Il servizio, però, prevedeva pagamenti fino a 250 euro. A smascherare il presunto raggiro sarebbe stato un curioso errore: il raglio di un asino inviato al posto dell’abbaiare di un cane.

La vicenda è stata denunciata dall’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), che ha raccolto almeno tre segnalazioni.

Foggia, come funzionava la truffa dei finti medium

Secondo quanto riferito dall’associazione, i presunti truffatori avrebbero individuato persone ancora profondamente segnate dalla perdita dei propri animali domestici.

A queste proponevano sedute spiritiche online, durante le quali sostenevano di poter comunicare con cani e gatti scomparsi. Per rendere credibile il servizio, utilizzavano registrazioni audio con versi di animali, presentandoli come “messaggi provenienti dall’aldilà”.

Per partecipare agli incontri virtuali, tuttavia, era necessario versare una somma di denaro. Le richieste si aggiravano intorno ai 200 euro, arrivando in alcuni casi a 250 euro.

Il raglio dell’asino che ha fatto scoprire il raggiro

A far nascere i sospetti sarebbe stato un messaggio vocale inviato tramite WhatsApp. Un cliente, convinto di poter ascoltare nuovamente il proprio cane defunto, avrebbe ricevuto una registrazione contenente il raglio di un asino.

L’errore avrebbe così compromesso la credibilità dei sedicenti medium, facendo emergere i dubbi sulla reale natura delle presunte comunicazioni paranormali.

Tre segnalazioni tra Foggia, Ancona e Piemonte

L’Aidaa ha riferito di aver ricevuto almeno tre segnalazioni provenienti da Foggia, Ancona e Piemonte. La distribuzione geografica degli episodi lascia ipotizzare che il fenomeno possa interessare diverse aree italiane.

L’associazione invita le possibili vittime a rivolgersi alle autorità, conservando ricevute dei pagamenti, conversazioni WhatsApp e registrazioni vocali.

Resta ancora da accertare l’effettiva portata della vicenda. Al centro delle segnalazioni emerge comunque un presunto sistema che avrebbe sfruttato il dolore dei proprietari per la perdita dei loro animali domestici.

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