Fort Hood, la Cei contro l’esecuzione in streaming: “Così la pena diventa spettacolo”
Monsignor Francesco Savino attacca la decisione del Pentagono di trasmettere in diretta la fucilazione di Nidal Hasan
Dura presa di posizione della Cei contro la scelta americana di trasmettere in streaming la fucilazione di Nidal Hasan, l’ex psichiatra militare condannato per la strage di Fort Hood. Per il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana per il Mezzogiorno, monsignor Francesco Savino, la decisione cambia la natura stessa dell’esecuzione, trasformandola da atto giudiziario a spettacolo pubblico. Savino ricorda come le democrazie occidentali abbiano progressivamente abbandonato le esecuzioni pubbliche, richiamando le riflessioni di Charles Dickens e gli insegnamenti di Cesare Beccaria, che già nel Settecento denunciava la brutalità della pena capitale.
“Un uomo non può essere usato come messaggio”
Particolarmente critica la valutazione dello streaming dell’esecuzione. Secondo il presule, una morte trasformata in contenuto mediatico rischia di entrare nella logica dell’intrattenimento e della ricerca di attenzione. “Un uomo ucciso per educare gli spettatori viene trattato come mezzo”, afferma il vicepresidente della Cei. Monsignor Savino richiama inoltre le recenti posizioni della Chiesa contro la pena di morte, da Papa Francesco a Leone XIV, ribadendo che la dignità della persona non viene meno neppure dopo crimini gravissimi. Pur riconoscendo il dolore delle famiglie delle tredici vittime della strage, conclude: “Una diretta offre un evento, mentre il lutto cerca altro”.
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