Salta il tavolo col governo, Francia verso lo sciopero generale
Rimane alta la tensione in Francia: i sindacati rilanciano l’appello allo sciopero generale per il 5 novembre prossimo. L’incontro con il governo non ha soddisfatto le parti sociali. Che, così, restano in agitazione. Secondo quanto ha chiesto al Confédération Général du Travail, per quella data occorrerà che si crei “la più ampia mobilitazione possibile” perché “lo sciopero deve prendere il sopravvento”. Non sarà solo la Cgt in piazza. Cementare l’alleanza tra le sigle diventa l’obiettivo adesso della Cgt di fronte al muro che sarebbe stato opposto dal governo Lecornu di fronte alle loro richieste.
In Francia si va verso lo sciopero generale il 5 novembre
Sophie Binet, segretaria generale della Confederazione, ha spiegato a Le Figaro che di annunci concreti, il governo, non ne vuol fare. “Siamo venuti per ottenere risposte concrete e immediate alla rabbia sociale. Il premier e il governo non hanno annunciato alcuna misura, né hanno preso in considerazione le nostre richieste”. Quindi ha aggiunto che “la mobilitazione sociale non può essere contrastata con misure di sicurezza e repressione” e ha chiesto allo stesso governo di non “disprezzare, calpestare e umiliare i giovani e i lavoratori”.
Non solo Parigi (e Italia)
Le proteste non interessano più solo Francia e Italia. Anche in Grecia la piazza torna ad alzare la voce. Da Atene fino a Salonicco, lunghi cortei sono già scesi in strada. Protestano contro il caro vita e chiedono un sistema scolastico pubblico migliore. Gli insegnanti sono in prima linea. Il sindacato degli insegnanti delle scuole primarie ha indetto 24 ore di sciopero di 24 ore. La federazione degli insegnanti delle scuole superiori ha annunciato un’astensione dal lavoro della durata di tre ore.
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