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Cronaca

Garlasco, intercettazione shock della madre di Sempio: “Maledetta Chiara, i Poggi e chi non li fa morire”

di Lino Sasso -


Si allunga la serie di nuovi particolari che emergono dalle intercettazioni raccolte nell’ambito della nuova indagine sul caso del delitto di Garalsco. Tra le tante conversazioni captate finite agli atti ne spicca forse una in particolare, al di là della sua rilevanza ai fini investigativi. Si tratta di un durissimo sfogo di Daniela Ferrari. “Maledetta Chiara, i Poggi e il porco (bestemmia) che non li fa morire… maledetta”, si sente nell’intercettazione shock della madre di Andrea Sempio.

Lo sfogo risale all’autunno del 2025, quando la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco era ormai entrata nel vivo. Una frase pesantissima, pronunciata quasi vent’anni dopo l’uccisione di Chiara Poggi, proprio mentre l’attenzione della procura di Pavia era tornata a concentrarsi su Andrea Sempio.

L’intercettazione restituisce quindi soprattutto il clima di fortissima tensione vissuto all’interno della famiglia a causa della nuova indagine. Nelle conversazioni captate dagli inquirenti sono infatti ricorrenti le preoccupazioni per la posizione giudiziaria di Sempio, i riferimenti agli accertamenti scientifici, le strategie difensive ipotizzate e il timore delle possibili conseguenze dell’inchiesta.

Il clima nella famiglia Sempio

È in questo contesto di estrema tensione che matura lo sfogo di Daniela Ferrari contro Chiara e la famiglia Poggi. Parole destinate inevitabilmente a suscitare clamore, anche per il fatto di essere rivolte alla giovane uccisa e ai suoi familiari.

Dalle registrazioni emergono anche le altre questioni che per mesi hanno accompagnato la nuova indagine sul caso Garlasco. Dagli accertamenti genetici alle impronte, passando per le misurazioni effettuate su Andrea e le valutazioni dei vari consulenti.

Il caso Garofano-Tizzoni nelle intercettazioni

Come nel caso di un’altra intercettazione nella quale la donna parla dell’amicizia tra l’avvocato Tizzoni, storico legale della famiglia Poggi, e il Generale Garofano, ex numero uno dei Ris e all’epoca della conversazione nel Polo difensivo di Andrea Sempio come consulete tecnico-scientifico.

Un rapporto visto con criticità dalla madre dell’ingrato nella nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, secondo la quale “Garofano e Tizzoni hanno paura che esca fuori un’altra verità rispetto alla colpevolezza di Stasi. Non si spiega come mai hanno paura se sono certi di aver fatto le cose bene all’epoca”.

Perché Garofano lasciò la difesa di Sempio

Pochi giorni dopo questa discussione familiare Garofano opterà per lasciare l’incarico come consulente di Andrea Sempio. Il motivo, già noto da tempo, è una divergenza sulla strategia difensiva da adottare sull’impronta 33, quella rinvenuta in cima alle scale della cantina dove è stato trovato il corpo di Chiara. L’ex comandate dei Ris di Parma avrebbe voluto farla entrare nell’incidente probatorio sulle tracce di dna sulle inchieste della vittima. Proprio come voleva fare l’avvocato Tizzoni.

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