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Politica

Legge elettorale, no alla pregiudiziale di costituzionalità (la maggioranza regge)

di Cristiana Flaminio -


Legge elettorale, nuovo giro, altra corsa: stavolta la maggioranza regge e, nonostante la bagarre, alla Camera non passano le questioni pregiudiziali di costituzionalità. Il centrodestra ha retto. Tutti convocati, tutti irregimentati. Non poteva andare diversamente. Giorgia Meloni, su questo delicatissimo fronte, non avrebbe accettato né franchi tiratori né, tantomeno, un nuovo flop. È andata così come aveva chiesto. La maggioranza regge: i voti contrari sono stati 229, i favorevoli 151, su 380 votanti.

Legge elettorale, non passa la pregiudiziale di costituzionalità

Non è passata la pregiudiziale di costituzionalità sulla legge elettorale ma che fatica. Già, perché alla Camera la votazione, anticipata rispetto alla tabella di marcia che si immaginava nelle scorse ore, è stata a dir poco turbolenta. Lo scontro tra le parti è stato, al solito, durissimo. La richiesta sul voto segreto, avanzata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva, era stata accolta dalla presidenza. Se fosse passata, l’intero procedimento si sarebbe bloccato e tutto l’incartamento sarebbe finito al macero. Non è andata così.

State buoni se potete

Il clima, attorno alla legge elettorale e alle pregiudiziali di costituzionalità, s’è fatto rovente. E s’è registrato del trambusto (e non poteva essere altrimenti….) prima del voto. Al punto che il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha dovuto chiedere ai deputati di starsene buoni e fermi. E, possibilmente, di “votare seduti”. Un richiamo che ha riportato alla mente, più che le aule parlamentari, quelle delle scuole elementari. Ma tant’è. Il dato è acquisito, l’iter della legge continua. Se ne parla settimana prossima.

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