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Esteri

Guerra in Ucraina, il pericoloso passo in avanti dei Paesi Nato

Droni e non solo, gli investimenti per il conflitto

di Mauro Trieste -


I Paesi Bassi investiranno 248 milioni di euro per la produzione di droni destinati all’Ucraina. La loro fabbricazione avverrà sia sul territorio olandese sia su quello ucraino. “I droni svolgono un ruolo cruciale nel campo di battaglia moderno. Gli ucraini li impiegano con straordinaria abilità per respingere i continui attacchi russi”, ha dichiarato il ministro della Difesa olandese, Dilan Yesilgoz-Zegerius, a margine della riunione con gli omologhi Nato a Berlino.

L’Italia in prima fila nel “drone deal”

L’iniziativa, che rientra nel rafforzamento del sostegno occidentale a Kiev, è arrivata in parallelo all’incontro a Roma tra Volodymyr Zelensky e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine del quale il leader ucraino ha spiegato che Kiev ha sviluppato un formato di cooperazione sulla sicurezza definito “drone deal, che punta a integrare l’esperienza militare e le capacità tecnologiche ucraine con quelle dei Paesi partner, includendo droni, missili, guerra elettronica e scambio di dati. Gli alleati hanno già fornito oltre 4,5 miliardi di dollari in equipaggiamenti militari agli ucraini.

La Russia osserva

La pubblicazione da parte del ministero della Difesa russo dell’elenco dei siti di produzione di droni per l’Ucraina in Europa costituisce un registro di potenziali “obiettivi legittimi” per le forze armate russe, secondo il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev. “La dichiarazione del ministero della Difesa russo va presa alla lettera: l’elenco degli stabilimenti europei che producono droni e altre attrezzature è un elenco di potenziali obiettivi per le forze armate russe. Quando gli attacchi diventeranno realtà dipenderà da cosa accadrà dopo. Dormite sonni tranquilli, partner europei!”, ha scritto Medvedev su X.

Secondo i dati del ministero della Difesa di Mosca, filiali di aziende ucraine che producono droni per attacchi contro la Russia si trovano in città di otto Paesi europei, tra cui Londra, Monaco, Praga e Riga.

Paramonov accusa Zelensky

L’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, parlando alla presentazione del libro ‘Dalla deterrenza alla coercizione: La nuova dottrina nucleare russa’ a Roma, ha sostenuto che Volodymyr Zelensky “si adopera in tutti i modi affinché il conflitto entri in una fase calda, cercando di trascinare altri Paesi, fra cui l’Italia”.

Futuro Nazionale chiede maggiore attenzione per gli italiani

Gli impegni economici assunti dal governo italiano per sostenere lo sforzo bellico ucraino non piacciono a Futuro Nazionale, l’unica forza politica “fuori dal coro” nel centrodestra. “Continuare a destinare miliardi a una guerra senza sbocco non è nell’interesse nazionale. È tempo di cambiare approccio: meno passerelle e più pragmatismo. Il Governo valuti seriamente la riapertura del dialogo con la Russia, a partire dai canali energetici. L’Italia ha bisogno di fatti concreti: energia accessibile, sostegno a famiglie e imprese, difesa degli interessi nazionali”, ha affermato il deputato vannacciano Emanuele Pozzolo.

Uomini della Nato al servizio dell’Ucraina

L’esercito ucraino ha annunciato l’istituzione di un consiglio di consulenti militari stranieri che comprende, tra gli altri, l’ex capo della Cia, il generale David Petraeus. L’organo, denominato Ares (Allied Reform and Expert Support), sarà sotto la responsabilità diretta dello Stato Maggiore ucraino e sarà presieduto dal generale Richard Shirreff, che dal 2011 al 2014 ricoprì il ruolo di vicecomandante supremo della Nato in Europa.

Gli altri membri del consiglio, si legge in una nota, sono l’ammiraglio Manfred Nielson, vicecomandante supremo alleato dal 2016 al 2019, il tenente generale Pavel Macko, vice capo di stato maggiore delle forze armate slovacche dal 2013 al 2018, il viceammiraglio Sir Martin Connell, secondo Lord del Mare e vice capo di stato maggiore della Marina britannica dal 2022 al 2025, il tenente generale Andrew Leslie, comandante dell’esercito canadese dal 2006 al 2010, il maggiore generale Patrick Carpentier, comandante della Joint Task Force North delle forze armate canadesi dal 2017 al 2020, il commodoro Hans Helseth, rappresentante della Marina reale norvegese presso le strutture Nato.

L’Ares “contribuirà all’attuazione di cambiamenti istituzionali nella catena di comando delle forze armate ucraine, sosterrà la trasformazione dell’esercito e ne migliorerà l’efficacia”.


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