L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cronaca

Guesch Patti, addio all’icona ribelle di “Étienne”

Guesch Patti è morta a Parigi nella notte tra il 21 e il 22 giugno 2026 a 80 anni, dopo una lunga malattia.

di Marzio Amoroso -


Guesch Patti, nata Patricia Porasse nel 1946 a Parigi, ha costruito una carriera unica. Ha unito danza, teatro e musica pop in un percorso sempre fuori dagli schemi. Prima di diventare un volto noto in TV e in radio, ha vissuto il palcoscenico come ballerina professionista. Fin da giovanissima entra nel mondo della danza classica. Lavora con compagnie prestigiose e con coreografi di primo piano. La disciplina del balletto segna il suo stile per sempre, il controllo del corpo, la cura del gesto e la teatralità diventano la sua firma. Negli anni si avvicina anche al teatro. Non le basta eseguire coreografie, vuole raccontare storie, provocare, mischiare linguaggio, è questo spirito sperimentale che le prepara il terreno alla svolta pop.

Étienne e il successo discografico

La svolta arriva alla fine degli anni Ottanta. Nel 1987 pubblica Étienne, brano che diventa una hit in tutta Europa. Il singolo conquista le classifiche grazie a un mix di sensualità, ironia e ritmo immediato. Il video, fortemente coreografico, rafforza l’impatto del pezzo e la trasforma in icona. Sull’onda di Étienne esce l’album Labyrinthe. Il disco conferma il suo stile ibrido. Pop, accenti rock, atmosfere teatrali e una presenza scenica che non assomiglia a nessun’altra. Non è la classica cantante pop è una performer che porta sul palco la sua storia di danzatrice. Negli anni successivi pubblica altri lavori, tra cui Nomades e Guesch Patti & Encore. Ogni progetto mostra una ricerca costante, i suoni cambiano, ma resta la volontà di sperimentare. La voce graffiata, i testi allusivi e la cura visiva dei video consolidano il suo status di artista di culto.

Tra teatro, cinema e coreografie d’autore

Parallelamente alla musica, Guesch Patti continua a lavorare per il teatro e il cinema. Firma coreografie, partecipa a spettacoli, collabora con registi e autori. Non abbandona mai la scena. La danza resta il suo linguaggio principale, anche quando il pubblico la identifica soprattutto con Étienne. Questa doppia anima, pop e colta, la rende una figura rara. Non cerca la hit facile. Usa il successo per spingersi verso progetti più personali. Il suo nome resta legato alla libertà creativa e a una femminilità mai banale. La sua scomparsa non lascia dunque solo un vuoto nel panorama musicale degli anni 80. me in quello dell’arte in generale.


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