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Hantavirus, l’alert sugli italiani: ecco dove e quanti sono

Scatta la sorveglianza attiva su chi ha viaggiato a bordo di un volo sul quale c'era una turista poi morta

di Dave Hill Cirio -


Hantavirus, sorveglianza attiva su 4 passeggeri italiani: monitorati in Campania, Toscana, Veneto e Calabria dopo il volo a rischio.

Hantavirus in Italia

Il ministero della Salute italiano ha attivato una sorveglianza sanitaria attiva su quattro passeggeri italiani rientrati nel Paese dopo essere stati esposti a un possibile rischio hantavirus durante un volo internazionale KLM collegato al focolaio sviluppatosi sulla nave da crociera MV Hondius.

I quattro viaggiatori si trovano attualmente in Campania, Toscana, Veneto, Calabria.

La sorveglianza attiva

Le autorità sanitarie regionali stanno monitorando quotidianamente le loro condizioni cliniche per verificare l’eventuale comparsa di sintomi compatibili con il virus.

I turisti monitorati sono nelle loro abitazioni. Secondo le informazioni apprese, avrebbero viaggiato in file dell’aereo lontane dalla turista poi morta.

La vicenda

La vicenda nasce dal cluster internazionale emerso dopo alcuni casi registrati a bordo della nave MV Hondius, coinvolta in un itinerario nell’area tra Sud America e Atlantico.

Tra i passeggeri italiani viaggiava anche una donna successivamente morta a causa dell’hantavirus, variante Andes, una delle forme più aggressive conosciute.

Secondo la ricostruzione epidemiologica, i quattro italiani non erano a bordo della nave da crociera, ma avrebbero condiviso un successivo volo KLM con la donna poi deceduta.

Proprio questo contatto ha fatto scattare il monitoraggio internazionale coordinato dalle autorità sanitarie.

Perché preoccupa il ceppo Andes

L’hantavirus normalmente si trasmette attraverso urine, saliva, feci, aerosol contaminati da roditori infetti.

Nella maggior parte dei casi il contagio umano avviene in ambienti rurali o in presenza di infestazioni di roditori.

Il ceppo Andes, però, presenta una caratteristica che lo rende particolarmente osservato dagli epidemiologi: la possibilità, seppur rara, di trasmissione interumana.

Proprio questo elemento ha portato l’Oms, autorità europee e ministeri sanitari nazionali ad alzare il livello di attenzione sul cluster collegato alla crociera.

Secondo gli esperti, la trasmissione tra esseri umani richiede normalmente contatti stretti, esposizioni prolungate, vicinanza ravvicinata in ambienti chiusi.

Per questo motivo anche il volo condiviso con la paziente deceduta è stato considerato meritevole di monitoraggio sanitario.

Cosa succede ora ai 4 italiani

I quattro passeggeri italiani vengono sottoposti a sorveglianza sanitaria, controlli clinici, monitoraggio dell’eventuale comparsa di sintomi concreti dell’hantavirus.

L’incubazione dell’hantavirus può infatti durare diverse settimane.

I sintomi iniziali

Possono includere circostanze abbastanza comuni: febbre, dolori muscolari, stanchezza, nausea, difficoltà respiratorie.

Nei casi più gravi il quadro può evolvere rapidamente verso polmonite interstiziale, insufficienza respiratoria, shock polmonare.

Al momento, però, nessuno dei quattro italiani risulterebbe sintomatico.

Nessun allarme generalizzato in Italia

Sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità sia l’Istituto Superiore di Sanità mantengono una linea prudente ma rassicurante.

Il rischio per la popolazione generale italiana viene considerato basso, controllato,
limitato ai contatti stretti eventualmente esposti.

Al momento, non risultano casi autoctoni in Italia. Nnon risultano trasmissioni interne. Non esistono indicazioni di diffusione nella popolazione.

La sorveglianza attivata dal ministero rientra nei normali protocolli internazionali di tracciamento epidemiologico per virus potenzialmente trasmissibili.

Il focolaio internazionale

Secondo gli ultimi aggiornamenti sanitari internazionali i casi collegati al cluster della MV Hondius sarebbero almeno 8. Diversi Paesi stanno tracciando i passeggeri transitati sui voli successivi. Il monitoraggio coinvolge persone passate da aeroporti e hub internazionali dopo la crociera.


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