I conti di Ursula: “La guerra ci costa 500 milioni al giorno”
L'intervento all'Eurocamera: "Non possiamo più dipendere dall'energia importata"
La guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran costa all’Ue qualcosa come 500 milioni al giorno. Suppergiù. I conti li ha fatti la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha tenuto un intervento al Parlamento europeo. Dove, peraltro, infuria una battaglia ferocissima di cui ci si sta occupando (al solito…) davvero poco. L’Ue vuole accrescere il suo bilancio, la Germania non vuole e i frugali sono pronti a bloccare tutto mentre proprio Strasburgo s’è augurata che l’Ue possa contare su numeri trilionari per il suo bilancio.
Ursula e i costi della guerra: 500 milioni al giorno
Le parole della presidente della Commissione Ue sono nette. “In soli sessanta giorni di conflitto in Medio Oriente la bolletta europea per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro, con una perdita di quasi 500 milioni al giorno, senza che sia arrivata una singola molecola di energia aggiuntiva”, ha tuonato Ursula von der Leyen. Che, a questo punto, dovrà pure fare i conti con la realtà piuttosto che continuare a nascondersi dietro regole e parametri di stabilità.
“Non possiamo più essere dipendenti”
E verrebbe allora da chiedersi, finora, cosa è stato fatto e a cosa siano serviti gli investimenti green, i divieti e le regole annesse, imposte dall’Europa ai suoi Paesi membri. Ursula, di fronte a un costo salatissimo della guerra che è pari a 500 milioni al giorno, ha intonato la solita canzone: “La lezione dovrebbe essere chiara: in un mondo turbolento come il nostro non possiamo permetterci di essere eccessivamente dipendenti dall’energia importata”. Ed è tornata a parlare dello sviluppo di rinnovabili e di tornare al nucleare. Ma nemmeno questo Berlino vuole.
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