Il picchio- La manovra introduce la sicurezza a scadenza
La sicurezza è una priorità. Lo si capisce da quanto se ne parla e da quanto si esita a pagarla. Al poliziotto ferito la solidarietà arriva in giornata. Per lo straordinario, ripassare. Il pensiero è immediato, il bonifico riflessivo. La manovra vuole uno Stato permanente nelle emergenze e provvisorio nel personale. Mancano poliziotti? Ecco gli ausiliari della riserva volontaria. La criminalità offre certezze, lo Stato contratti a scadenza. Finalmente anche il precariato avrà una divisa.
Per i Carabinieri si scrivono reclutamento, ferma e retribuzione. Per la Polizia si mettono i soldi, impiego e prospettive seguiranno. La riserva è pronta, l’idea ha radici nella cultura militare, il resto è da inventare. Devono essersi distratti, perché la Polizia dal 1981 in poi non porta più le stellette. Reclutare, formare, equipaggiare. Poi, imparato il mestiere, salutarsi. Lo Stato finanzia l’esperienza e le appiccica una scadenza. Si potrebbe invece consentire a chi vuole di restare altri due anni.
Esclusivamente su base volontaria. Il limite ordinamentale resterebbe fissato a sessant’anni, senza alcun obbligo di superarlo. Fino a sessantadue soltanto per libera scelta, nessun aumento generalizzato dell’età pensionabile. I sondaggi interni dei più qualificati sindacati maggioritari indicano diverse migliaia di disponibilità. Personale esperto, già formato e pronto all’impiego. Si risparmierebbe su reclutamento, formazione e alloggi. Ma prima di fare i conti bisognerebbe ascoltare qualcuno. Tra l’altro, ascoltare i sindacati di polizia lo prevede la legge.
Ma meglio ordinare il precariato su misura. Più risorse al FESI, il cosiddetto fondo della produttività, nel tentativo di compensare ritardi ed errori. Ma la specificità del comparto? Il rischio dura tutta la carriera, il riconoscimento passa quando può. Il salario accessorio porta un beneficio pensionistico che può essere, al massimo, modesto o persino nullo. E dei nuovi fondi per la previdenza dedicata, neanche l’ombra. Il futuro, evidentemente, non rientra nel servizio dei giovani poliziotti e di quelli di età media. Governo e apparati hanno trovato la strada libera. L’opposizione ha questioni urgenti. Stabilire se Renzi sia affidabile, inaffidabile o affidabile fino alle primarie. Il mondo sindacale è frammentato, diviso. I sindacati di polizia spaccati, e la parte residuale scambia persino l’assenso per senso dell’impegno. Con tanti interlocutori occupati altrove, decidere da soli diventa comodissimo. Tanto per i social basta una fotografia con le divise che non fanno domande.
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