Il Ssn al bivio della riforma: a Gimbe non piace
La Fondazione chiede il ritiro del testo in discussione in Parlamento
Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) al bivio della riforma. il governo procede con l’iter del DdL delega per la riorganizzazione e il potenziamento della sanità, le voci critiche si alzano con forza. In prima linea c’è la Fondazione Gimbe che, durante una recente audizione al Senato, ha lanciato un monito senza precedenti. Così com’è, la riforma rischia di essere un “salto nel buio”.
Ma cosa sta succedendo davvero?
Lo scenario: Un DdL senza portafoglio? Il fulcro della discussione è il Disegno di Legge delega che mira a ristrutturare l’intero impianto sanitario italiano. Sulla carta, l’obiettivo è nobile: rendere la tutela della salute “effettiva”. Tuttavia, l’analisi tecnica rivela punti d’ombra che preoccupano gli esperti.
Secondo la Fondazione Gimbe guidata da Nino Cartabellotta, il testo presenta quattro criticità insormontabili.
Una delega troppo ampia. Il governo riceve “carta bianca” su troppi aspetti, senza criteri direttivi sufficientemente precisi.
L’assenza di risorse. La riforma viene proposta a “costo zero”. È difficile potenziare un sistema complesso come quello sanitario senza investimenti strutturali aggiuntivi.
Una visione ospedalo-centrica. Nonostante le lezioni della pandemia, il testo sembra trascurare la medicina territoriale a favore delle grandi strutture, rischiando di ingolfare nuovamente i pronto soccorso.
Privatizzazione e diseguaglianze.Il timore è che la riforma apra varchi eccessivi al settore privato, aumentando il divario tra chi può pagare e chi no, e tra le diverse Regioni.
La mossa di Gimbe: “Ritirate il testo”
Non capita spesso che una fondazione tecnica chieda formalmente il ritiro di un DdL. Eppure, la mossa è netta: per salvare il carattere universalistico della nostra sanità, bisogna fermarsi e resettare. “Non serve una riforma senza visione. Chiediamo di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente per riformare il Ssn rimanendo nel solco dell’Articolo 32 della Costituzione”.
La proposta, una richiesta di metodo. Riformare la salute dei cittadini con un patto sociale che coinvolga professionisti, regioni e cittadini, non solo un atto normativo calato dall’alto.
Cosa si prevede per il futuro?
Se l’iter del DdL dovesse proseguire senza modifiche sostanziali, lo scenario previsto è quello di un Ssn a “geometria variabile”. Il rischio concreto è che il diritto alla salute diventi un privilegio legato al codice postale o alla capacità di spesa del singolo cittadino, tradendo il principio di equità su cui è nato il sistema nel 1978.
Le prossime settimane saranno decisive. Il Senato dovrà decidere se accogliere i suggerimenti della società civile o procedere spedito verso una riforma che, per molti, nasce già zoppa.
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