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Economia

Non solo pillole: c’è l’intesa tra Novo Nordisk e OpenAi

L'accordo fa volare i danesi in Borsa e consente ad Altman di aumentare il valore della sua azienda: ecco perché

di Maria Graziosi -


È bastato annunciare la collaborazione per far salire, in maniera solida, le azioni: Novo Nordisk ha sottoscritto un’alleanza con OpenAi. Il colosso danese della farmaceutica e quello americano dell’intelligenza artificiale collaboreranno con l’obiettivo di “aumentare l’efficienza” e, soprattutto, di rendere più efficace e concreta la ricerca per i nuovi farmaci. Non è certo una banalità, già perché Novo Nordisk è impegnata in una lotta senza quartiere contro Eli Lilly. Entrambe, infatti, si contendono la primazia nel mercato, lucroso e promettentissimo, dei farmaci anti-obesità. Se c’è una cosa che la società di Copenhagen ha imparato in questi anni  è che, di sicuro, non si può restar fermi.

La base dell’accordo Novo Nordisk-OpenAi

L’Ozempic ha lanciato l’azienda nell’Olimpo economico occidentale. Ma è chiaro, ormai da mesi, che di fronte alla semaglutine iniettibile, il vero Santo Graal del dimagrimento è rappresentato dai medicinali che si possono assumere via orale. Insomma, più pillole che siringhe. E su questo fronte, dopo il lancio di Wegovy da parte dei danesi, i rivali di Eli Lilly si sono dimostrati molto ben posizionati, al punto che il 1° aprile scorso l’azienda ha ottenuto l’ok dalla Food and Drug Administration per Foundayo, la pillola Eli Lilly che promette di far perdere fino al 15% del proprio peso corporeo.  Il Ceo di Novo Nordisk Mike Doustdar ha licenziato un comunicato che spiega come “l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel nostro lavoro quotidiano” offrirà all’azienda “la possibilità di analizzare set di dati su una scala prima impossibile, identificare modelli che non potevamo vedere e testare ipotesi più velocemente che mai”.

Una nuova alfabetizzazione?

Per farlo, però, occorrerà “alfabetizzare” i dipendenti, a cominciare dai ricercatori. Insomma, l’alleanza Novo Nordisk-Open Ai punta a creare un polo farmaceutico in grado di reggere una delle “rivalità” emergenti più importanti in campo farmaceutico degli ultimi anni.  La collaborazione, però, non si fermerà di certo al core business del dimagrimento. Ma, come era lecito aspettarsi, si estenderà a ogni campo della ricerca. Chi si ferma, si diceva una volta, è perduto. Novo Nordisk deve correre, Open Ai pure. I mercati apprezzano e il titolo danese ha guadagnato, in poche ore, fino al 3 per cento in termini di capitalizzazione. Ma pure Sam Altman ci guadagna: in vista dell’Ipo della sua creatura che, adesso, può ambire a sfondare le ultime valutazioni che la davano attorno agli 830 miliardi di dollari. E superare Elon Musk e la sua “corazzata” contrassegnata dalla X che punta a superare i mille miliardi in occasione della quotazione in Borsa.


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