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Il tribunale sotto sfratto ad Ascoli Piceno: “Inaccettabile”

La sentenza della Corte d'Appello di Ancona. Il sindaco: "Decisione che non tiene in conto le conseguenze per la comunità"

di Paolo Diacono -


Il Tribunale di Ascoli Piceno è sotto sfratto. La Corte d’Appello di Ancona ha confermato il provvedimento e il fondo proprietario dell’immobile, Investire Sgr, ha ottenuto l’immediata esecutività della sentenza. Adesso gli uffici giudiziari rischiano di dover traslocare. E di doverlo fare pure in fretta. I magistrati anconetani, infatti, hanno deciso che non sussistono “motivazioni valide” a giustificare la permanenza del Demanio e degli uffici giudiziari dal palazzo di piazza Orlini. E, in pratica, elimina il termine ultimo del 29 dicembre che era stato già fissato.

Il tribunale sotto sfratto ad Ascoli Piceno

È una questione che parte da lontano. Da un contratto scaduto ormai da quasi quattro anni, il 28 dicembre del 2022. E che non era stato più rinnovato. Il giudice di prima istanza aveva accolto la richiesta di sfratto al tribunale di Ascoli Piceno ma aveva applicato una vecchia norma, risalente ai tempi del Covid, che garantiva la possibilità di prorogare tutti i contratti di locazione di 48 mesi. Nel nome, va da sé, della continuità dell’esercizio della funzione pubblica. Pertanto la data di rilascio “nuova” era stata fissata al 29 dicembre di quest’anno. Ma il proprietario dell’immobile ha impugnato la decisione. E ha ottenuto soddisfazione della Corte d’Appello di Ancona.

L’urlo del sindaco: “Inaccettabile”

Il primo cittadino di Ascoli Piceno è una furia, non ci sta a rassegnarsi allo sfratto del tribunale. “La decisione della Corte d’Appello di Ancona, che rende immediatamente esecutivo il rilascio del palazzo di piazza Orlini, sede storica del tribunale, è inaccettabile”, ha affermato. E poi ha aggiunto che “non si può consentire che una questione così delicata, che riguarda il funzionamento della giustizia e la tenuta dei servizi pubblici sul nostro territorio, venga affrontata senza la necessaria attenzione alle conseguenze per la comunità”. L’unica, adesso, è chiedere al governo di fare qualcosa. “Sono in contatto con il governo, è indispensabile che tutti i soggetti coinvolti proseguano con determinazione le interlocuzioni, per arrivare a un accordo che consenta di garantire la permanenza del tribunale nella sua sede storica”.

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