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Economia

Intervista a Mauro Nicastri, presidente Fondazione AIDR

di Redazione -

MAURO NICASTRI PRESIDENTE AIDR


di ANGELICA LUNA

Il fisco ti sommerge, TributIAmo ti guida: AIDR mette l’AI gratuita al servizio di commercialisti, CAF e cittadini

Presidente Nicastri, TributIAmo viene già definito da molti una sorta di “personal trainer fiscale” gratuito. È una provocazione o una rivoluzione?
“È una rivoluzione necessaria. In Italia parlare di dichiarazione dei redditi significa spesso parlare di ansia, burocrazia, scadenze, ricevute, scontrini, bonus da non perdere e istruzioni infinite.
Il Sole 24 Ore ha ricordato che il 730 arriva accompagnato da 175 pagine di istruzioni: è evidente che il cittadino medio non può essere lasciato solo davanti a questa complessità. TributIAmo nasce per questo: usare l’intelligenza artificiale non per sostituire commercialisti e Caf, ma per affiancarli e rendere più semplice l’accesso alle informazioni fiscali”.

Quindi l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento sociale?

“Assolutamente sì. La vera domanda è: vogliamo un’intelligenza artificiale al servizio di pochi o al servizio di tutti? Aidr ha scelto la seconda strada. TributIAmo è gratuito, semplice da usare e raggiungibile dal sito della Fondazione Aidr, www.aidr.it, e dal portale dedicato www.tributiamo.it. È online dal 25 aprile e ha già superato i mille accessi. Questo dimostra che esiste un bisogno reale: cittadini, Caf e professionisti cercano strumenti chiari, rapidi, accessibili”.

C’è chi potrebbe dire: attenzione, il fisco è materia delicata.

“È vero, ed è per questo che TributIAmo non si presenta come scorciatoia miracolosa. Non sostituisce il professionista, lo rafforza. Non banalizza il fisco, lo rende più comprensibile. L’intelligenza artificiale deve essere un ponte, non un muro. Se la tecnologia serve solo a chi ha competenze, tempo e denaro, allora aumenta le disuguaglianze. Se invece viene messa gratuitamente a disposizione di tutti, diventa infrastruttura civica”.

Lei collega spesso TributIAmo al ruolo del Terzo Settore. Perché?

“Perché in una fase economica durissima per famiglie e imprese, ancora una volta sono gli enti del Terzo Settore a dimostrare che si può investire in finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
La politica spesso promette semplificazione. Noi, nel nostro piccolo, proviamo a costruirla. Aidr usa web, app, dati e intelligenza artificiale per facilitare l’accesso ai servizi gratuiti. Questo è il digitale che ci interessa: non quello degli slogan, ma quello che risolve problemi concreti”.

Qui entra anche il tema del 5×1000. Che appello vuole lanciare?

“Un appello molto chiaro: non lasciate in bianco quella scelta. Destinare il 5×1000 non costa nulla al cittadino, ma può cambiare molto per chi realizza progetti sociali e digitali gratuiti. Per il secondo anno chiediamo a cittadini, commercialisti e Caf di sostenere la Fondazione Aidr inserendo il codice fiscale 96563420585 nello spazio dedicato al sostegno degli enti del Terzo Settore. È un gesto semplice, ma politicamente e socialmente potente: significa decidere dove deve andare una parte delle proprie imposte”.

Dopo TributIAmo cosa arriverà?

“Posso anticipare che stiamo lavorando con il team Aidr e con l’Associazione E.S.D.D. – European Society Degenerative Disease, guidata dal professor Giuseppe Sica, ordinario di chirurgia e direttore di chirurgia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Tor Vergata di Roma, a una nuova piattaforma web per avvicinare e semplificare l’accesso alle cure ai cittadini, anche e soprattutto a quelli più svantaggiati.
Se l’intelligenza artificiale può aiutare a orientare meglio i cittadini, noi abbiamo il dovere di provarci.
Per Aidr il digitale non è futuro: è responsabilità presente”.


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