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L’Italia torna a presidiare Bab el-Mandeb. La Marina scorta il mercantile Jolly Oro

La fregata Carlo Bergamini accompagna una nave commerciale italiana nel tratto più esposto agli attacchi Houthi.

di Enzo Ricci -


La presenza italiana nel Mar Rosso si consolida in una fase in cui la sicurezza delle rotte commerciali è tornata a essere una questione geopolitica centrale. Nelle ultime ore la fregata Carlo Bergamini, impegnata nell’operazione europea Aspides, ha scortato il mercantile Jolly Oro della compagnia Ignazio Messina & C. durante il transito verso nord dello Stretto di Bab el-Mandeb, uno dei passaggi più sensibili del traffico marittimo globale.

Garantire la sicurezza della navigazione

Secondo la Marina Militare, l’intervento rappresenta “un segnale concreto, arrivato con ottimo tempismo, dell’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale nell’area”. La missione rientra nei compiti assegnati alle unità navali di Aspides, l’operazione lanciata dall’Unione europea per proteggere il naviglio civile dagli attacchi e dalle interferenze che, negli ultimi mesi, hanno messo sotto pressione l’intero corridoio marittimo tra Golfo di Aden e Mar Rosso.

Il punto è politico oltre che operativo. “In uno scenario caratterizzato da persistenti rischi per la navigazione commerciale, garantire la sicurezza del passaggio attraverso gli stretti significa proteggere la continuità delle rotte e dei traffici dai quali dipendono l’economia e la sicurezza del nostro Paese”, sottolinea la Marina. Roma partecipa ad Aspides sin dall’avvio, assicurando una presenza continuativa nel quadrante e contribuendo alla salvaguardia della libertà di navigazione, principio cardine dell’ordine marittimo internazionale.

Il ruolo italiano nel Mar Rosso

La scorta al Jolly Oro conferma dunque la volontà italiana di mantenere un ruolo attivo nella stabilizzazione del Mar Rosso, in un momento in cui la pressione degli attori regionali e le tensioni lungo le rotte energetiche rendono Bab el-Mandeb un crocevia strategico non solo per il commercio globale, ma per la sicurezza nazionale.

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