Italia e Polonia sempre più vicine: a Roma si inaugura il Collegio di Scienze Giuridiche
Un avamposto accademico tra innovazione tecnologica, cooperazione umanitaria e le radici di un nuovo Umanesimo europeo
Si consolida oggi a Roma l’asse strategico tra Italia e Polonia. Presso la sede di Domus Europa, di cui Serena Forni è Direttore Generale e coordinatrice di straordinarie azioni di ordine socio-sanitario in accordo con i principali atenei ucraini, è stata inaugurata la sede romana del Collegio di Scienze Giuridiche della Nicolaus Copernicus Superior School. Ad accrescere la solennità dell’evento è stata la benedizione dei locali impartita da Sua Eminenza il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, già Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Questo nuovo polo transnazionale, focalizzato su interdisciplinarietà e diritto comparato, nasce per forgiare un “nuovo Umanesimo europeo” basato su pace e sviluppo condiviso. Un traguardo storico per i rapporti bilaterali, nato dalla passione intellettuale del Preside del Collegio, il professor Fabrizio Giulimundi.
Già Preside e Rettore pro tempore presso la sede centrale di Varsavia, il professor Giulimundi ha guidato in prima persona il radicamento internazionale dell’ateneo. La nascita di questo avamposto a Roma consolida definitivamente il suo storico legame con la Polonia e con le sue istituzioni accademiche, un ponte scientifico e culturale oggi sostenuto anche dal fondamentale supporto del professor onorevole Przemysław Czarnek dell’Università Cattolica di Lublino, stimato giurista, già Ministro dell’Istruzione e della Scienza e candidato premier in Polonia.
Professor Czarnek, in questi giorni lei ha dichiarato apertamente che la proposta di uscire dall’Unione Europea è contraria agli interessi nazionali della Polonia, pur criticando aspramente l’attuale direzione di Bruxelles. L’apertura a Roma del Collegio di Scienze Giuridiche della Nicolaus Copernicus Superior School vuole essere una risposta accademica a questa sfida?
“Sì. In effetti, l’Istituto per i diritti umani e le tecnologie moderne potrebbe rivelarsi molto utile in questo intento. Come sappiamo, l’Unione Europea è stata istituita proprio per salvaguardare la libertà e la pace. La strada per raggiungere questo obiettivo passa attraverso il mercato unico e lo sviluppo di tutti gli Stati membri dell’UE. Purtroppo, da diverso tempo ormai, Bruxelles è governata dalla sinistra: forze che limitano tale libertà attuando ideologie di sinistra, come l’agenda climatica, le quali fanno lievitare i costi dell’energia e rendono le nostre imprese sempre meno competitive. Tutto ciò richiede un’analisi rigorosa per individuare la direzione da seguire, soprattutto in un’epoca caratterizzata dal rapido progresso delle tecnologie moderne”.
Proprio in queste ore lei ha annunciato una dura offensiva parlamentare a Varsavia, chiedendo la convocazione straordinaria della Commissione finanze dopo il declassamento del rating della Polonia da parte dell’agenzia Moody’s. Dal momento che lei si candida ufficialmente a guidare il Paese come prossimo Primo Ministro per sfidare Donald Tusk, qual è la sua ricetta economica alternativa per ridare stabilità macroeconomica alla Polonia e rassicurare i mercati internazionali di fronte a questo allarmante segnale finanziario?
“La ricetta per risolvere la crisi delle finanze pubbliche, individuata e ampiamente documentata da Moody’s, è piuttosto lineare. In primo luogo, è necessario un deciso miglioramento dell’efficienza dell’amministrazione fiscale nei confronti dei principali operatori di mercato, accompagnato dall’eliminazione delle lacune normative che consentono l’elusione fiscale, in particolare per quanto riguarda l’IVA.
Ciò richiede, tuttavia, il contestuale ripristino dello Stato di diritto, inclusa la certezza del diritto. In secondo luogo, la pressione fiscale sugli imprenditori dovrebbe essere ridotta in modo graduale e razionale, liberando così il loro enorme potenziale. In ultima analisi, ciò incrementerà le entrate di bilancio e risanerà le finanze pubbliche. Gli imprenditori generano il 75% del nostro PIL e sono loro a dover costituire la nostra priorità. Dobbiamo sbloccare gli investimenti che coinvolgono capitali privati, compresi quelli provenienti da imprenditori esteri.
Domus Europa, il cui Presidente e fondatore è Stefano Nicolussi Rossi, è in prima linea nel sostegno al popolo ucraino attraverso accordi con i principali atenei del Paese.
Tra le iniziative di spicco figura lo straordinario progetto socio-sanitario inaugurato ad agosto, dopo due anni di ricerche e brevettazione, focalizzato sull’implementazione di protesi per gambe e braccia di ultima generazione capaci di eliminare i dolori fantasma nelle numerose vittime, sia civili che militari, affette da amputazioni. Un’operazione in cui la diplomazia culturale affianca e sostiene concretamente gli interventi industriali e medici.
La rilevanza del nuovo polo romano è testimoniata anche dalla partecipazione di autorevoli cariche istituzionali e accademiche, sia polacche che italiane. Tra i presenti il Segretario della Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, il senatore Marco Scurria”.
La cronaca recente ci parla di minacce ibride, attacchi cyber e campagne di disinformazione che prendono di mira le democrazie occidentali. In un contesto geopolitico così deteriorato, l’apertura di un presidio accademico d’eccellenza a Roma come la Nicolaus Copernicus Superior School può diventare anche uno strumento di contrasto a queste minacce, formando una nuova classe di giuristi capaci di tutelare la sicurezza giuridica e digitale dell’Unione Europea?
“La prima responsabilità delle istituzioni è difendere libertà, sicurezza e sovranità della Nazione. Oggi tale difesa investe anche infrastrutture strategiche, reti informatiche, dati e processi democratici. Le minacce ibride, dagli attacchi cibernetici alla disinformazione, permettono di indebolire uno Stato senza un conflitto dichiarato. Serve una risposta unitaria: prevenzione, attribuzione degli attacchi, cooperazione giudiziaria e strumenti diplomatici credibili. Fratelli d’Italia sostiene un’ Europa forte perché fondata su nazioni forti, nel rispetto della sussidiarietà e in piena complementarità con la NATO, in linea con l’azione del Governo a tutela dell’interesse nazionale. La Nicolaus Copernicus Superior School risponde a un bisogno concreto: le norme europee non bastano senza professionisti capaci di applicarle. Contrastare la disinformazione non significa creare arbitri della verità, ma colpire le operazioni coordinate da potenze straniere, perché la libertà di espressione è un valore da difendere. Con la Polonia sul fianco orientale e il Piano Mattei nel Mediterraneo, costruiamo una sicurezza europea più equilibrata.
Ha preso parte all’evento anche il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, on. Federico Mollicone”.
L’apertura a Roma della Nicolaus Copernicus Superior School rappresenta un ponte accademico formidabile tra Italia e Polonia. In che modo la Commissione Cultura intende sostenere e valorizzare queste forme di cooperazione accademica transnazionale per favorire la nascita di una classe dirigente europea sempre più integrata e attenta alle radici comuni?
“La cooperazione accademica è una infrastruttura di sovranità culturale europea. Il nome di Copernico dice già molto. Un polacco che studia a Bologna e a Padova, che ripensa il cosmo tra Cracovia e Roma: l’Europa delle università è nata così, con la mobilità dei talenti e la circolazione dei saperi. Riportare quella tradizione a Roma significa tornare alle nostre radici, non inventare qualcosa di nuovo. Lavoreremo affinché percorsi, doppi titoli e riconoscimento dei crediti tra Italia e Polonia siano più semplici, con il MUR e con gli strumenti europei già esistenti.
Tra le altre autorità intervenute anche la dottoressa Emanuela Stefani, direttrice della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), e il professor avvocato Gennaro Terracciano; la rettrice della Nicolaus Copernicus Superior School (SGMK), la professoressa Gertruda Uścińska e il suo Cancelliere Wojciech Kondrat.
A questi si aggiungono Antonio Sabbatella, Presidente dell’Istituto “Alcide De Gasperi”, la Dr.ssa Gandini quale Direttrice Generale del personale e della formazione del Ministero della Giustizia e la dr.ssa Stefania Lazzari Celli in qualità di Presidente della Eurilink University Press.
Questa convergenza di altissimo profilo istituzionale e scientifico suggella un’alleanza accademica di lungo respiro, destinata a stimolare scambi culturali d’avanguardia e a forgiare i futuri leader di un’Europa unita, moderna e più solidale”.
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