La maglia rosa cambia per la prima volta in corsa. Il tributo del Friuli a 50 anni dal terremoto
Nella tappa friulana del Giro, la maglia rosa cambia veste per ricordare il terremoto del 1976 e il messaggio inciso tra le macerie: “Il Friuli ringrazia e non dimentica”.
Per la prima volta nella storia del Giro d’Italia, la maglia rosa cambierà livrea durante la corsa. L’annuncio è arrivato ieri dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia tramite un post su Instagram, anticipando una scelta dal forte valore simbolico.
Una tappa speciale: da Gemona a Piancavallo
Oggi il Giro affronta la tappa friulana da Gemona a Piancavallo, l’ultima vera prova prima della passerella conclusiva di domani a Roma. Una frazione che attraversa i luoghi più colpiti dal devastante terremoto del 6 maggio 1976, proprio nel cuore del gemonese.
Dalla livrea “Io sono Friuli Venezia Giulia” al messaggio della memoria
Per tutto il Giro, la maglia rosa ha portato sul petto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, simbolo della promozione del territorio. Oggi, in occasione del 50° anniversario del sisma, la maglia cambierà veste: comparirà la frase “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, la stessa che venne trovata incisa su una parete rimasta miracolosamente in piedi tra le macerie nel 1976.
Un gesto che unisce sport, memoria e identità
La scelta di modificare la maglia proprio nella tappa friulana non è solo un omaggio alla storia della regione, ma un modo per ricordare la forza di una comunità che seppe rialzarsi. Un messaggio che oggi corre sulle strade del Giro, trasformando la maglia rosa in un simbolo di gratitudine e memoria collettiva.

@massimilianofedriga
“Per la prima volta nella storia del @giroditalia, la maglia rosa cambierà. E lo farà in Friuli Venezia Giulia, nella tappa Gemona del Friuli-Piancavallo, per portare sulle strade della Corsa Rosa un ricordo che appartiene alla storia più profonda del Friuli: “Il Friuli ringrazia e non dimentica”. Nella tappa celebrativa del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 abbiamo scelto di affiancare a “Io sono Friuli Venezia Giulia” – che accompagnerà la carovana fino alla tappa finale di Roma – il giusto tributo alla memoria, alla riconoscenza e alla storia del Friuli. Gemona, città simbolo del sisma e della rinascita, darà il via a un percorso che attraverserà luoghi e comunità segnati da quella ferita e dalla straordinaria capacità del popolo friulano di rialzarsi e ricostruire insieme. Sarà un modo per dire grazie a tutti coloro che, da ogni parte d’Italia, misero tempo, mani e cuore nella ricostruzione del Friuli. Milioni di persone vedranno le nostre montagne, i nostri borghi e la nostra terra. Soprattutto vedranno un Friuli Venezia Giulia che porta con orgoglio la propria storia e ricorda al mondo la forza con cui seppe rialzarsi”.
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