Legge di Bilancio, in arrivo tassa di 2 euro sui pacchi sotto i 150 euro
Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso il contributo servirà a “potenziare i controlli doganali”
La Legge di Bilancio potrebbe portare una importante novità: una tassa fissa di 2 euro su tutti i pacchi di valore inferiore a 150 euro. Un intervento che, nelle intenzioni del governo, punta a regolamentare il crescente fenomeno delle micro spedizioni. Ma anche a riequilibrare un mercato in cui, secondo molte associazioni di categoria, i piccoli esercenti italiani risultano sempre più penalizzati dalla concorrenza dei giganti internazionali dell’e-commerce.
L’annuncio è arrivato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Ha spiegato come il contributo servirà a “potenziare i controlli doganali” e a contrastare l’impatto dell’ultra fast fashion, settore caratterizzato da prodotti a basso costo e turnover rapidissimo. La misura sarebbe inoltre parte di un pacchetto più ampio a tutela delle imprese della moda italiana, sempre più minacciate da articoli di qualità inferiore e dalla pressione competitiva delle piattaforme globali.
Inizialmente si pensava che la tassa di 2 euro avrebbe riguardato soltanto i pacchi provenienti da Paesi extra-Ue. Invece le ultime ricostruzioni indicano una direzione diversa. Secondo Il Sole 24 Ore il contributo da 2 euro dovrebbe essere applicato a tutte le spedizioni sotto i 150 euro. Incluse quelle che partono e arrivano all’interno dell’Italia. Limitare la misura ai soli pacchi extraeuropei rischierebbe infatti di configurarla come un dazio. Una materia di competenza esclusiva dell’Unione Europea, e quindi non introducibile autonomamente dal governo italiano.
La questione è rilevante anche per la dimensione del mercato coinvolto. Secondo Confesercenti, nel 2024 in Italia verranno consegnati oltre un miliardo di pacchi, una media di circa 18 colli per residente. L’associazione, pur riconoscendo l’importanza dell’e-commerce e il crescente utilizzo dei canali digitali anche da parte delle piccole realtà commerciali, denuncia una forte asimmetria competitiva rispetto alle grandi piattaforme internazionali. Queste ultime possono contare su economie di scala gigantesche e, grazie alle regole europee, sulla possibilità di allocare profitti e imposte nei Paesi più convenienti. Al contrario, le micro e piccole imprese versano ogni anno al fisco oltre 7,7 miliardi di euro.
Accanto alla tassa sui pacchi, nella Manovra trova spazio anche un intervento sul fronte finanziario. Il governo valuta infatti un aumento della Tobin Tax sulle transazioni, che potrebbe raddoppiare nel 2026 per contribuire alla copertura delle nuove misure.
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