Politica

L’INTERVISTA – Europee, il giovane dirigente Pacini: “Elly scegli presto. Spero che Gentiloni non arrivi al Nazareno, neanche se prendiamo il 10%”

di Edoardo Sirignano -


“Europee? Elly scegli presto. Domani è tardi. Spero che Gentiloni non arrivi al Nazareno, neanche se prendiamo il 10%. Abbiamo già una segretaria eletta democraticamente”. A dirlo Lorenzo Pacini, dirigente lombardo del Pd.

Secondo i sondaggi, continuate a perdere terreno. A cosa è dovuto?

All’incapacità di prendere posizioni chiare sugli avvenimenti italiani e internazionali. Dal lavoro, passando per l’economia, fino ai conflitti poco lontani dai nostri confini, non si riesce a portare avanti posizioni forti. Eravamo sul pezzo, ad esempio, con il salario minimo. Stavamo sfondando. Non ho capito perché abbiamo interrotto quella battaglia.

In questo modo l’avete consegnata al M5S di Conte?

Non l’abbiamo consegnata a nessuno. Si è rinunciato, piuttosto, a insistere comunicativamente e politicamente sul tema. Il perché di tale scelta è ignoto ai più. Ci siamo fatti prendere forse da argomenti meno rilevanti.

Si riferisce alle europee?

Il dibattito sulla candidatura di Schlein, a mio parere, è assurdo. Medesimo ragionamento vale per quello sull’antifascismo, che lascia il tempo che trova.

La segretaria farebbe bene a candidarsi?

A mio parere no! Farebbe bene, intanto, a scegliere, cosa che al momento non sta facendo. Lo dico da suo convinto sostenitore. Elly sciolga le riserve oggi e non domani.

Quest’imbarazzo, intanto, mette in difficoltà il partito?

Nessuno è imbarazzato. Stiamo cercando solo di capire cosa fare e come agire.

Per quanto riguarda i giovani, dovrebbero avere uno spazio nella competizione?

È importante che ci siano giovani nelle liste del Partito Democratico. Essendo una campagna di preferenze, spero che siano messi nella condizione di prendere voti, che siano competitors veri e non portatori d’acqua.

Le correnti forse si sono già divise i nomi da inserire nelle posizioni dette utili…

Non sono d’accordo. Le correnti, se portatrici di idee, non sono il male da curare. Restiamo tutti in attesa, piuttosto, di capire quale sarà l’assetto per le candidature. Sarà fondamentale, innanzitutto, sapere se Schlein sarà in campo oppure no. Ciò determina il resto. Si vocifera di nomi importanti e validi, ma mancano ancora del tempo per decidere il meglio. Una cosa è certa, saranno necessari profili che facciano parlare anche al di fuori dei soliti giri, a partire dalla società civile. La sfida non è un gioco tra mozioni, ma trovare candidati credibili e in grado di raccogliere consenso.

Si sta lavorando in tal senso?

Ci sono dei nomi che intendono candidarsi. Sono sicuro che Elly li sta già sondando.

Al posto della segretaria, a chi avrebbe chiesto una disponibilità?

Un grande nome sarebbe Geppi Cucciari. Le avrei chiesto una disponibilità per la Sardegna, ma visto che si sono fatte altre scelte punterei su di lei per le europee.

Qualcuno sostiene che il Pd è schierato troppo a sinistra. È d’accordo?

A mio parere non è andato abbastanza a sinistra.

È favorevole, quindi, a una frattura definitiva con i centristi?

L’elettorato cattolico e moderato non avrebbe alcuna difficoltà a sostenere un partito che prende posizioni chiare e a favore del sociale. Qualche dirigente cattolico prenderà altre strade, ma ognuno è libero di fare le scelte che vuole.

Su un tema delicato come l’eutanasia, come mettere d’accordo i cattolici?

La nostra linea, senza se e senza ma, è a favore dell’eutanasia legalizzata. Sono certo che anche l’elettorato cattolico è sulle nostre posizioni, come la maggioranza degli italiani. Gli unici che non lo sono solo alcuni dirigenti pseudo-cattolici, ma stiamo parlando di posizioni isolate. Quando i diritti vengono garantiti non si toglie niente a nessuno, ma piuttosto si dà qualcosa in più. Il dare è un’idea cristiana. Non ci vedo nulla di incongruente. Se qualcuno la pensa diversamente, sono affari suoi.

Si parla di obiettivo minimo del 20% per la segretaria. Qualora tale risultato non venisse raggiunto, il testimone passerà a Gentiloni?

Spero che Gentiloni non arrivi neanche se prendiamo il 10%. C’è una segretaria democraticamente eletta che deve svolgere il lavoro per cui è stata votata. Tutti quanti noi, invece, dovremmo impegnarci di più per avere un risultato importante e provare ad incalzare Meloni.

Qualcuno si disimpegnerà per determinare un cambio al vertice?

Se qualcuno pensa di farlo, fa male innanzitutto a sé stesso e poi al partito.


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